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DOPO PARTITA

Brescia, Clotet : «Ho visto il calcio che piace a me e la giusta mentalità»

Luca Chiarini

Sport
Calcio
15 lug 2022, 21:52
Pep Clotet dopo l'amichevole del Brescia con la Settaurense

«Per me il calcio è qualità». Lo sostiene con tono perentorio Pep Clotet, quasi stesse incidendo sulla pietra il manifesto del suo credo filosofico: «L’esperienza è molto importante - precisa poi il tecnico a margine della goleada del Brescia alla Settaurense -, a patto però che sia accompagnata dalla qualità».

A Ronzone si sono gettate le basi per quest’impostazione, partendo da un ingrediente fondamentale: «L’intensità - incalza Pep -, che per me sta alla base di tutto. Non solo quella fisica, ma anche quella mentale, che ti consente di pensare velocemente».

La strada verso l’espressione massima della proposta che ha in mente il catalano è ancora lunga, ma le premesse per affrontarla tutti insieme, con coesione e resilienza nelle difficoltà, non sembrano mancare. «Mi ha colpito molto la capacità di tutti di adattarsi rapidamente a questi carichi di lavoro. Mi ha sorpreso anche la mentalità che ho trovato: qui c’è un gruppo bellissimo». Focus, dunque, sul qui e ora: c’è da creare l’amalgama giusta per prepararsi a una stagione se possibile ancor più complessa di quella andata in archivio a Monza.

Il dialogo tra Clotet e Perinetti è quotidiano (anche prima dell’amichevole di ieri ha avuto luogo un lungo conciliabolo tra i due), ma il mercato sembra occupare uno spazio tutto sommato marginale nei pensieri dello spagnolo. «Lavoro con i giocatori che la società mi mette a disposizione - afferma -, è un tema da porre a qualcun altro. Sono però convinto che chi è qui ora sta dando il massimo per cercare di raggiungere i nostri obiettivi. Se dovessi dire oggi se vorrei più qualità o esperienza? Dico sempre la qualità: è imprescindibile per me».

Tra le «cessioni» di quest’estate va annoverata anche quella di Simone Baggio, ormai ex collaboratore dello staff, pronto a raggiungere Inzaghi a Reggio Calabria: «Sono normali dinamiche di calcio - minimizza Clotet -. Era un collaboratore in più, l’importante è avere a disposizione il “cuore” dello staff. Mi prenderò due o tre giorni per valutare se ci sarà bisogno di un sostituto».

La sgambata con la Settaurense ha offerto nuovi interessanti riscontri sul talentino Nuamah, classe 2005 tutto estro e personalità. Sul bresciano di origini ghanesi, ieri in campo per una ventina di minuti, Clotet sceglie però la via della cautela: «È difficile fare valutazioni su calciatori giovani. Può crescere, come gli altri Primavera che sono in ritiro con noi. Non è ancora pronto per giocare molti minuti, oggi lo si è visto, ma è stato importante poterlo valutare».

Una posizione fluida, quella cucita addosso a Patrick nel breve spezzone di ieri, non dissimile dal raggio d’azione entro il quale si è mosso Niemeijer: «Reuven può fare il trequartista e può giocare qualche metro più avanti. Il ritiro è un buon momento per valutare i giocatori in diverse posizioni». A proposito di esperimenti, il match di ieri è stata anche l’occasione di osservare Galazzi in una veste inedita: «Con l’Alta Anaunia - ricorda Clotet - l’avevo provato trequartista, oggi mi è piaciuto testarlo nel ruolo di mezzala. È un interno molto offensivo, ha grande qualità tecnica, velocità e rapidità». Tutto corroborato dalle prove sul campo. In attesa di banchi di prova più impegnativi.

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