Il Brescia batte bandiera italiana: un’anima sempre più tricolore

Un vascello battente bandiera italiana. Il Brescia solca le onde del mercato con un drappo tricolore sferzato dal vento. Non è una novità: nell’ultima stagione gli stranieri in rosa erano appena cinque, e insieme hanno occupato il 18% del minutaggio complessivo.
Percentuale più alta soltanto di Modena, Cittadella, Cosenza, Südtirol e FeralpiSalò. Di questi cinque, tre hanno già salutato: Fares, Huard e Van de Looi, tutti giunti a scadenza. A oggi restano solo Jallow e Bjarnason, più il giovane Muca che, salvo sorprese, verrà girato in prestito.
Rilancio
Il Brescia non si limiterà a conservare la propria anima italiana, ma ne farà un tratto ancor più distintivo. Il sostituto di Fares sarà un talento nostrano. O almeno quella è l’intenzione.
Il prescelto è sempre quel Niccolò Corrado che, dopo il prestito semestrale al Modena, è in uscita dalla Ternana neoretrocessa. La situazione è cristallizzata: il Brescia attende pazientemente che gli umbri abbassino le pretese, giudicate eccessive (la richiesta attuale sfiora gli 800mila euro). Ma la fiducia dei dirigenti biancazzurri è giustificata: l’accordo col giocatore è impostato da tempo, l’Inter non pare intenzionata a esercitare la recompra da 2 milioni che si era assicurata cedendolo ai rossoverdi, e soprattutto non si registrano interessamenti concreti per l’esterno in serie B.
Il Brescia sa di essere in una posizione di forza e aspetta che l’atteggiamento irremovibile della Ternana mostri i primi segnali di cedimento. Le parti si riaggiorneranno a breve, e non è escluso che tra il weekend e l’inizio della prossima settimana la partita si sblocchi definitivamente.
Certo, arrivi dall’estero ce ne saranno. Il play belga Verreth e l’australiano Buhagiar sono bloccati da tempo e faranno parte della rosa del prossimo anno. Ma occuperanno idealmente le caselle liberate da Van de Looi e Huard. Un piccolo «melting pot» potrebbe svilupparsi nel reparto offensivo.
I radar, nella caccia al quarto attaccante, sono puntati principalmente all’estero. Due giorni fa Castagnini ha incontrato in sede l’agente dello spagnolo Rodado, punta prolifica (21 reti nell’ultima B polacca) del Wisla Cracovia. L’interesse è appurato, anche se il profilo non sembra scaldare troppo la dirigenza: le alte richieste dell’entourage e del club, per un 27enne in scadenza tra un anno, mettono in salita l’affare. E per caratteristiche Rodado è considerato una sorta di «doppione» di Borrelli. Il Brescia non molla la pista, ma per il momento non intende muovere altri passi.
In difesa, alle condizioni giuste, può uscire Mangraviti. Ma anche in questo caso l’orientamento è pescare in Italia per puntellare la batteria di centrali: l’identikit è quello di un nome di peso, un potenziale titolare che entri in rotazione con Cistana - che ha una clausola d’uscita per la A valida fino al 15 luglio, ma non intende partire a ogni costo - e soprattutto Adorni. Tutto lascia credere, dunque, che sarà un Brescia sempre più italiano. Non è necessariamente un vantaggio: tre delle quattro squadre più popolate da stranieri dell’ultimo campionato sono salite in serie A. Ma può essere il presupposto per cementare unione del gruppo e senso d’appartenenza. Il resto è nelle mani di Maran.
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