Un anno di Brescia. Un anno di numeri, statistiche, percentuali, ma anche di rincorse, di sogni, di disillusioni, di ripartenze, di nuova linfa e nuovi sogni. Trecentosessantacinque giorni, sull’altalena e a cavallo di due stagioni, colorati di bianco e di blu che riviviamo agli sgoccioli di questo 2021.
Un anno solare che per il Brescia era cominciato nel peggiore dei modi: il 4 gennaio, il Vicenza sbanca il Rigamonti con un secco 3-0 seppur tra mille polemiche per un arbitraggio pessimo con tre rigori netti negati alle rondinelle ed un gol di Torregrossa annullato (il Var in B non era ancora presente) per un fuorigioco inesistente. E dire che, l'anno precedente, era terminato nei migliore dei modi con una bella e confortante vittoria per 3-2 a Ferrara. Ma era stato il canto del cigno del Brescia guidato da Davide Dionigi che dopo quel ribaltone casalingo con i biancorossi veneti ne perderà altre tre di fila: l'ultima, dopo quelle di Pisa e col Monza a Mompiano, è il 2-1 ad Ascoli che costa la panchina al tecnico che, a sua volta, aveva sostituito Diego Lopez dopo la sconfitta di Reggio Calabria del 5 dicembre 2020.



