La vita gli ha dato la possibilità di mettere le ali e lui ce l’ha messa tutta per volare più in alto che ha potuto. E ora che ha raggiunto la sua quota, non gli manca nulla e si sente un giovane uomo realizzato, sente il richiamo delle radici.
«È successo tutto questa estate, quando sono tornato in Ghana. Mancavo da 12 anni e non so spiegare le emozioni che ho provato. È stato qualcosa di fortissimo. Sensazioni che non volevo disperdere e che mi hanno portato a riflettere e a chiudere una specie di cerchio. Ho capito che io dallo sport ho avuto moltissimo: direi tutto. Allo sport sono grato. Quindi, ora vorrei nel mio piccolo provare a "restituire" qualcosa di quanto ho avuto giocando a calcio. Mi piace pensare di poter fare qualcosa per qualche ragazzino che era come me...E così ho deciso di riaprire la scuola calcio che era gestita da mio nonno Alhaji a Koforidua (capoluogo della Regione Orientale, meno di 200.000 abitanti, ndr)».




