Calcio

Damiani-Altobelli, derby e certezza: «Inter favorita anche se perde»

Milan-Inter è in programma domenica sera a San Siro: l’intervista doppia ai due ex calciatori
Oscar Damiani e Spillo Altobelli - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Oscar Damiani e Spillo Altobelli - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
AA

Alessandro «Spillo» Altobelli di derby ne ha vissuti e ne ha vinti. Domenica lo guarderà da tifoso, avendo però una certezza: «Dieci punti di vantaggio sono davvero tanti, se anche dovesse perdere l’Inter ha lo scudetto in mano».

Oscar «Flipper» Damiani, invece, ha iniziato con l’Inter senza mai esordire in prima squadra dopo le giovanili. È arrivato al Milan quando già aveva passato i trent’anni. In momenti diversi è stato sull’una e sull’altra sponda del Naviglio, giocando anche due derby nella stagione 1983/84. E se può nutrire dubbi sull’esito della sfida di domenica a San Siro, non ne nutre per sull’epilogo in campionato: «Indipendentemente da come finisce, l’Inter è più forte».

Li abbiamo intervistati in vista del derby della Madonnina in programma per domenica sera.

Può essere un derby decisivo in chiave scudetto, se l’Inter non lo perde?

Damiani: «Diciamo che il campionato di serie A ancora non è chiuso, ma con 10 punti a questo punto del torneo l’Inter ha decisamente un bel vantaggio. La partita di domenica diventa decisiva per la corsa scudetto anche se solo l’Inter non perde: non serve arrivare a +13, già rimanere a +10 è tanto. Se invece perde e scende a +7 magari il discorso si può riaprire, o magari semplicemente dà maggiore speranza per chi insegue, perché l’Inter è più forte indipendentemente dall’avversario che si trova di fronte».

Altobelli: «Parto sempre dal presupposto che il derby è come nelle altre città, una partita a sè. I tifosi lo vivono, i giocatori ci tengono perché l’ho provato sulla mia pelle. E ciò a prescindere dalla classifica. Detto questo, l’Inter ci arriva da capolista e con un vantaggio di 10 punti, un’enormità. Vincendo o pareggiando non ci sarebbe più storia, ma se anche dovesse perdere credo che ormai la strada verso lo scudetto sia ugualmente tracciata. Per quanto il calcio sia imprevedibile, la squadra di Chivu dovrebbe proprio crollare».

Vi aspettavate questo rendimento di Chivu? E Allegri è in linea con le aspettative?

Damiani: «Se mi aspettavo che Chivu facesse così bene? Diciamo di sì, soprattutto perch dipende da una grande società. La forza dell’Inter è che ha una grande dirigenza con Marotta, Ausilio e Baccin. Hanno dato all’allenatore supporto e tranquillità, la forza di Chivu in questo momento è la serenità data dall’ambiente. Poi sicuramente è anche bravo, la squadra ha un’identità sul piano tecnico, ma anche atletico. E per questo va tenuto conto di tutto lo staff, ha un bel gruppo di lavoro. Allegri secondo me ha fatto bene, considerando che ha una squadra inferiore rispetto all’Inter. Ha dei buoni giocatori, ma manca qualcosa. Allegri resta comunque un grande, perché riesce sempre a tirare fuori il meglio delle proprie squadre e alla fine il Milan ha fatto bene».

Altobelli: «Dico la verità, su Chivu all’inizio ero titubante, soprattutto perché non è stata la prima scelta, visto che si era deciso di puntare su Fabregas. E invece devo ammettere che sta facendo benissimo, non solo a livello di risultati, ma di gestione del gruppo. Insomma, è all’altezza di una grande squadra e credo che la gavetta fatta gli stia servendo. Dall’altra parte ritengo che Allegri sia assolutamente in linea con le aspettative di inizio stagione. Il gruppo è in costruzione, gli era stato chiesto un posto tra le prime quattro per la Champions del prossimo anno e sono convinto che lo centrerà senza problemi. È un ottimo allenatore e lo sta dimostrando per l’ennesima volta».

Moduli speculari, ma attacchi diversi: quale preferite?

Damiani: «Ritengo che l’Inter abbia più terminali offensivi, il Milan è maggiormente organizzato e cerca di arrivare al risultato mediante più passaggi. L’Inter ha però di base più possibilità rispetto al Milan, lo dice anche la classifica. L’attacco dell’Inter rimane superiore, perché è più completo, ha elementi che fanno gol e giocano anche per la squadra. Al Milan manca un terminale offensivo vero, è arrivato a gennaio Füllkrug ma non ha la qualità degli interisti».

Altobelli: «Se devo scegliere preferisco l’attacco dell’Inter semplicemente perché ritengo Lautaro Martinez una delle migliori punte al mondo. E accanto a lui c’è uno come Thuram con cui si integra benissimo, senza dimenticare Pio Esposito, ragazzo su cui sono pronto a scommettere. Messi a confronto i due reparti quelli nerazzurro, a mio parere, è più completo».

Quale può essere l’uomo in più, da una parte e dall’altra?

Damiani: «Non sono mai per i singoli, ma per la squadra. L’Inter rimane superiore, ma nella partita secca il Milan può anche ribaltare il pronostico sperando nella giocata di qualche suo elemento più rappresentativo».

Altobelli: «Se dovesse giocare Lautaro dico che sarà lui l’uomo in più dell’Inter. In alternativa metto Calhanoglu perché è un centrocampista completo, uno che può esaltarsi tra l’altro in un macth come il derby. In casa Milan invece zero dubbi e dico Leao, sempre che gli venga data la possibilità di giocare come piace a lui: «mangiandosi» il campo con le sgroppate, con gli strappi, con la sua velocità. Può far male alla difesa nerazzurra».

Chi può decidere Milan-Inter domenica?

Damiani: «Il pensiero non cambia, è difficile dire quale sarà l’uomo derby. Non decide un giocatore, ma la squadra: farà la differenza chi avrà la serata migliore indipendentemente dai singoli».

Altobelli: «Thuram può essere invece l’uomo decisivo, magari in una partita non troppo aperta ha i colpi per fare male. Il Milan invece, se vogliamo trovare un giocatore diverso da Leao, ha Pulisic. È vero che non sta benissimo, come d’altronde il portoghese, ma è uno a cui devi sempre prestare attenzione».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...