Ci poteva stare veramente di tutto. Anche che Pippo Inzaghi chiudesse il cerchio con delle dimissioni. E il fatto che si sia presentato all’appuntamento che ieri sera gli era stato fissato in sede alle 19 dopo i rocamboleschi fatti del pomeriggio, con l’avvocato Sara Agostini (che fa parte del pool di professionisti dell’agente di mister Pippo, Tullio Tinti) aveva portato a tenere in grande considerazione questa ipotesi. Inoltre, dopo un’ora e mezza di colloquio con Marroccu, Inzaghi è uscito dagli uffici di via Solferino con un volto più scuro - o forse è stata una suggestione - di quando era entrato. «Inzaghi non può rilasciare dichiarazoni» è prontamente intervenuta Agostini e se è rimasta cucita la bocca di Pippo, anche da casa Brescia è scoccata l’ora del silenzio: forse, per tutti, l’unica strada percorribile dopo giorni che sono stati pesanti come anni.
Da Inzaghi un sì convinto al rientro, ma molti nodi da sciogliere
Il tecnico pur sfiduciato crede nella missione, ma nella notte la situazione era in bilico e tesa

Giornalista

Cellino e Inzaghi all'uscita della sede di via Solferino, in una foto risalente all'arrivo del tecnico - © www.giornaledibrescia.it
Al momento, lo scenario che è stato possibile ricostruire a ogni modo è il seguente: non solo niente dimissioni e non solo una permanenza eventualmente dettata da una clausola contrattuale iper garantista della panchina, ma anzi una convinzione feroce nel voler riprendere un cammino che di fatto non si è mai interrotto. Con voglia e forza rinnovata di perseguire in tutti i modi la missione di portare il Brescia in serie A. Con una nuova energia, quella che nello scorso fine settimana era sembrato fosse sparita.
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