Se Paganini non ripeteva, il Brescia sì. Offrendo repliche di spezzoni delle ultime due partite. E così un’altra gara che sarebbe potuta finire in parità, iniziata con un’altra defezione nel riscaldamento (out Paghera), va in archivio come ko. Allo stesso modo, una partenza aggressiva che produce un vantaggio quasi istantaneo viene vanificata da errori - l’1-1 figlio di una papera di Lezzerini è sconcertante - che se li commettessero i compagni di squadra del calcetto, questi verrebbero esclusi. E alla medesima maniera, il Brescia finisce ancora una volta ribaltato pur con la forza di riprendere il risultato con tanto di «favola Bertagnoli» salvo poi farselo scappare di nuovo. Ancora per dabbenaggine.
C’è poi una variante sui temi perché sulla scena, da pessimo attore protagonista, va collocato anche l’arbitro Perenzoni che non ha ravvisato un rigore per fallo di mano su tiro di Borrelli: viste e riviste le immagini nel dopo gara, era impossibile non accorgersene. Solo che l’arbitro le immagini avrebbe potuto vederle live: ma non ha effettuato il check come invece aveva fatto sul 2-1 togliendo (in quel caso correttamente) un rigore assegnato al Brescia. Tra l’altro nell’azione del 3-2 definitivo - rete convalidata attraverso la gol line camera perché Besaggio aveva tentato un salvataggio sulla linea - c’erano in campo due palloni e lui non se ne accorge: per quanto da regolamento sia ininfluente, è emblematico.




