Cesare Prandelli fa le carte al campionato di serie A

Quattro anticipi, oggi, fungono da calcio d’inizio al nuovo campionato di serie A. Saranno seguiti da altrettante partite in programma domani, domenica, mentre i posticipi di dopodomani, lunedì saranno due. Oggi, alle 18.30, inaugurano l’annata i campioni in carica dell’Inter, che giocano in trasferta sul campo del Genoa. Alla stessa ora inizia Parma-Fiorentina. Quindi, alle 20.45, Empoli-Monza e Milan-Torino.
Con garbo, cautela, ma pure forte di considerazioni non scontate Cesare Prandelli prova a fare le carte alla serie A che - tornando - colma il vuoto di un’estate vissuta all’insegna di Europei di calcio e Olimpiadi.
Il profilo
Sessantasettenne dopodomani, orceano, ha allenato moltissime squadre importanti del nostro panorama (l’ultima, nel 2021, la Fiorentina, ma prima ancora l’Atalanta, il Lecce, il Venezia, il Parma, la Roma e il Genoa). Ha guidato la Nazionale italiana dal 2010 al 2014. All’estero è stato sulle panchine di Galatasaray, Valencia e Al-Nasr.
«Chiaramente, sarà caccia aperta all’Inter - esordisce Prandelli -. La passata stagione ha vinto lo scudetto con circa tre mesi d’anticipo. Ha mantenuto il medesimo allenatore mentre le principali rivali, deluse, hanno modificato la guida tecnica».

La Juventus è passata da Max Allegri a Thiago Motta. Il Milan da Stefano Pioli a Paulo Fonseca. Il Napoli ha scelto di affidarsi ad Antonio Conte dopo un’annata caratterizzata dai tanti avvicendamenti in panchina.
Tra le società che, naturalmente, non hanno cambiato c’è l’Atalanta di Gasperini. Squadra che, davanti ha sé, almeno sulla carta ha la stagione più entusiasmante della propria storia. «Io sono convinto che l’exploit dello scorso anno (finale di Coppa Italia, qualificazione alla Champions League e vittoria dell’Europa League, ndr) non abbia esaurito la spinta del club orobico. I nerazzurri hanno ancora molto da dire - prosegue Prandelli -. Mi farebbe piacere saperli coinvolti nella volata scudetto fino alla fine».

Per qualche squadra è «anno zero». Sarà così, ad esempio, per la Juventus. «Sta cambiando tutto - prosegue l’ex ct della Nazionale -. Circostanza che ci spiega quanto, alla fine, non fosse proprio sempre colpa di Allegri». Per Motta è un doppio salto carpiato nel buio? «Non credo, è un ottimo allenatore - sottolinea Prandelli -. Sa gestire il gruppo, insegna calcio».
Dominatrici
L’Inter è data automaticamente per favorita, anche alla luce del «campionato assassinato» lo scorso anno. In realtà, due stagioni or sono, fu il Napoli a stravincere lo scudetto con larghissimo anticipo. Poi, però, la squadra partenopea è incappata in un’annata da dimenticare, iniziata con Rudi Garcia e proseguita con Walter Mazzarri, per poi terminare con Francesco Calzona. «Il Napoli tornerà protagonista assoluto - Prandelli è certo -. Anche solo attraverso il proprio arrivo Antonio Conte ha riportato entusiasmo in una piazza che per propria natura vive d’emozioni».
Insomma, «il Napoli non può essere triste perché Napoli non può essere triste. La squadra può vincere o perdere, ma in campo deve essere in grado di rispecchiare l’anima della città». Con Conte, probabilmente, sarà proprio così.
Tra le scontente dell’ultima annata c’è pure il Milan. «Sono un grande fan di Pioli - precisa l’allenatore orceano -. In questi anni ha fatto grandi cose. Per quanto riguarda il nuovo corso, posso dire che mi ha stupito il fatto che la squadra pare ben più avanti di quanto ci si potesse aspettare. I rossoneri sono da seguire con attenzione».
E la corsa salvezza? «Non è possibile sbilanciarsi - chiosa Prandelli -. Lo scorso anno il Verona era già retrocesso, e poi...».
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