Centro di Torbole, messa a punto l’offerta per Cellino

Avanti. Con i lavori strategici allo sviluppo a 360° del progetto Union Brescia. Da una parte c’è il bisogno di risultati sul campo per continuare a tenere alto il livello dell’entusiasmo e dell’interesse in questa fase ancora di consolidamento, dall’altro la certezza che per sostenere e alimentare i risultati, occorre creare una struttura che sia il più completa possibile anche dal punto di vista della logistica.
Il buon senso e la logica hanno avuto il sopravvento su quelle che sarebbero state comprensibili, ma improduttive ripicche e così già da tempo Giuseppe Pasini, col benestare dei soci e membri del Cda, ha rotto gli indugi per iniziare - per interposte persone - con Massimo Cellino una interlocuzione in merito al destino del centro sportivo di Torbole Casaglia per cercare di acquisirlo e patrimonializzare il club. Il segnale della rottura degli indugi era stata la ricognizione alla struttura di Pasini in persona.
Dopo le manovre di avvicinamento, la trattativa vera e propria è pronta per entrare nel vivo perché è stata messa a punto l’offerta - che comprende anche la possibilità per l’attuale Brescia di tornare a utilizzare la «V» sulle maglie senza correre rischi giuridici - da avanzare a Cellino.
Si tratta di una cifra attorno, forse anche un po’ oltre, i 4 milioni di euro. Se l’acquisizione dell’impianto, peraltro ancora migliorabile e ampliabile, alle porte della città andrà a buon fine (la cautela è d’obbligo considerando anche l’imprevedibilità – eufemismo – di Cellino e la portata dell’operazione), non è da escludere che la prima squadra e/o il settore giovanile possano traslocare già in questa stagione visto che il centro è ancora oggetto di manutenzione perlomeno ordinaria.
Una logistica commisurata alla dimensione e al blasone del Brescia, sarebbe indubbiamente un plus, non solo a livello d’immagine, non indifferente per la prima squadra, ma rappresenterebbe anche la spinta per far decollare, accorciando i tempi, tanti progetti in cantiere per il settore giovanile il cui sviluppo e la cui crescita sono parte fondante del «manifesto» dell’Union Brescia al lavoro per cucire i rapporti col territorio.
Un territorio da presidiare anche attraverso centri di formazione. Almeno in questa prima fase dovrebbero essere quattro attraverso le collaborazioni con il centro sportivo Rigamonti, la Pro Palazzolo, il Carpenedolo e il Gussago.
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