Calcio

Caos Brescia: la rottura Cellino-Micheli getta ombre lunghe sul futuro

L’addio del dirigente si inserisce in un contesto ormai vicino alla rottura, con conseguenze che possono essere imprevedibili
Massimo Cellino e Luigi Micheli © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino e Luigi Micheli © www.giornaledibrescia.it
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Il Brescia è nel caos. Un caos calmo, perché circondato dal solito silenzio: proprio per questo però risulta assordante. Mentre la squadra vede all’orizzonte la delicatissima sfida salvezza con il Südtirol, in sede si è verificata la rottura tra Massimo Cellino e Luigi Micheli, l’uomo che da quasi 5 anni era il braccio destro amministrativo e gestionale dell’imprenditore sardo.

Micheli ha rassegnato le proprie dimissioni da membro del Cda e nei prossimi giorni è intenzionato a rassegnare anche quelle da dipendente, nello specifico dal ruolo di direttore generale. I rapporti, raccontano ora i retroscena, erano tesi da tempo, ma tra alti e bassi le parti avevano sempre trovato un modo per continuare insieme. Qualcosa però è sensibilmente cambiato nelle ultime settimane fino al precipitare degli eventi. Sono cresciute, fino a diventare insanabili, le tensioni nelle discussioni circa il modo di gestire il club. E Micheli ha così deciso di sfilarsi.

Riflessioni

Cellino ha respinto le dimissioni, ma ha comunque dovuto convocare un Cda con oggetto la decisione di Micheli, per il prossimo martedì. Cellino confida di riuscire a ricomporre, per l’ennesima volta, la situazione e per questo ha fissato un appuntamento faccia a faccia col dirigente nella giornata di lunedì. Nel frattempo tra le parti sono intercorsi colloqui telefonici (Micheli si trova in questi giorni fuori Brescia per questioni personali).

Pareva ci fossero margini per ricucire, ma così non sarebbe ( il confronto di lunedì a questo punto potrebbe saltare) e dunque anche la storia al Brescia di Micheli – l’uomo al quale si deve il riscontro delle irregolarità della Reggina e l’avvio dell’iter che portò al ripescaggio delle rondinelle due anni fa –  è destinata a finire.

E nel peggiore dei modi. Una perdita che non è semplicemente quella di un dirigente preparato, e che spesso è stato decisivo perché non si tratta di procedere eventualmente a una sua sostituzione: il fatto è che l’addio traumatico di Micheli si inserisce in un contesto ormai al limite della gestione Cellino con conseguenze che possono essere imprevedibili con ombre ancora più lunghe sul futuro di un club nel quale il proprietario non ha più intenzione di investire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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