L’assaggio c’era già stato nell’ultima, trionfale stagione, quando era stato capitano in tutte le partite degli ultimi mesi, salvo poi dover lasciare ad Alessio Romagnoli l’onore di alzare il trofeo dello scudetto. Ora che il centrale a fine contratto è passato alla Lazio, per Davide Calabria si apre ufficialmente una nuova era, quella da capitano del Milan.
Qualcosa che era scritto nelle stelle, nei numeri, forse nel Dna. Di certo è rossonero quello del ventiseienne terzino destro di Adro, uno degli emblemi del Milan di Pioli: da fischiato a osannato, da contestato a parte integrante di quella squadra capace di tornare sul tetto d’Italia 11 anni dopo l’ultima volta. E ora anche capitano, con i crismi dell’ufficialità, come fino a 25 anni fa era stato un altro bresciano, quel Franco Baresi che all’epoca fece lo stesso di Calabria: arrivò giovanissimo nel vivaio, esordì presto in prima squadra, ne divenne un punto fermo (e inimitabile).




