Squadra da viaggio. E che il Brescia lo sia, lo certificano, come sempre, i numeri. I quali dicono chiaramente che le rondinelle, nelle ultime tre stagioni, hanno messo insieme ben 20 vittorie lontano dal Rigamonti. Di queste, due sono arrivate recentemente grazie ai blitz a Lecco e a Terni. Una tendenza esterna chiara, confermata come detto anche in questo primo quarto di stagione dove gli uomini di Gastaldello hanno conquistato 7 dei 9 punti a disposizione (e senza subire mai alcun gol), pareggiando a reti bianche a Cesena con lo Spezia il terzo impegno in trasferta. Sette punti sui tredici attualmente in classifica, cioè uno in più di quelli conquistati a Mompiano dove Bisoli e compagni hanno tra l’altro giocato il doppio delle partite, sei.
Campo ostico
Una tendenza che domani dovrà fare i conti però con la «fatal Cittadella», campo in cui spesso il Brescia ha lasciato la pelle, anche (ultimamente) in sfide molto delicate: le più significative ci portano alla sconfitta (con eliminazione) nel primo turno play off di due anni e mezzo fa con Pep Clotet che aveva agganciato gli spareggi promozione all’ultimo dopo una poderosa rincorsa, o quella inaspettata del 30 aprile dell’anno scorso che, alla penultima di campionato, costò (alla luce dei risultati dell’ultima giornata) alla banda Corini la promozione diretta in A, persa definitivamente poi nella semifinale play off col Monza.



