Brescia, sei uomini e un posto: via al casting da trequartista

«A.A.A. Cercasi trequartista». Questo il biglietto virtuale appeso alla porta dello spogliatoio delle rondinelle. Perchè se c’è un ruolo nel Brescia che è sempre stato negli ultimi anni croce e delizia è proprio quello. Una maglia che ha visto alternarsi, e spessissimo adattarsi, più d’un protagonista. Una maglia che ora, per il più che probabile 4-3-1-2 di Eugenio Corini, cerca l’uomo da mettere sotto i riflettori. O gli uomini, visto che è stato lo stesso tecnico bresciano, durante la conferenza del suo nuovo insediamento in panchina, a parlare di più giocatori nell’attuale rosa che secondo lui potrebbero ricoprire il ruolo.
Analisi
Ruolo in cui finora, nelle (poche) partite in cui Pippo Inzaghi aveva utilizzato questo tipo di modulo, era stato Jagiello a giostrare più di altri come unico sottopunta, seppur la squadra era stata il più delle volte schierata con il doppio trequartista, o a volte con due esterni che stringevano ed allargavano la loro posizione in base alle due fasi. Sono ben sei le rondinelle che l’uomo di Bagnolo Mella ha invece individuato come possibili candidati in un casting cominciato in questi primi giorno di lavoro dal suo ritorno: si tratta di Spalek, Jagiello, Olzer, Proia, Tramoni e Léris.
Ma partiamo da Spalek, cioè il giocatore che Corini conosce più di tutti essendo stato la mossa tattica, lui che trequartista naturale non è, della cavalcata del Brescia nell’ultima promozione in A, quella raggiunta con Corini alla guida nella stagione 2018-2019. Spalek è stato di fatto a lungo fuori rosa o comunque ai margini in questa annata: rispescato alla nona giornata da Inzaghi, decise da subentrato nel finale il derby casalingo con la Cremonese per poi ritagliarsi però solo scampoli di gara (una sola volta titolare, a Benevento) per un totale di 181’ complessivi. Quindi è sparito nuovamente dai radar nel nuovo anno, compreso un mancato passaggio al Crotone nel mercato di gennaio. L’arrivo di Corini lo riprende però in considerazione, anche se sono cambiate le caratteristiche dei compagni di oggi rispetto a quelli di allora.
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Di Jagiello abbiamo già detto: è stato il più utilizzato fin qui con l’undici schierato con un solo trequarti e Corini ha avuto modo di conoscerlo tramite le partite giocate a giostrare dietro le punte, anche se il polacco nasce mezz’ala e, probabilmente, è quella è la posizione dove si sente più a suo agio. Olzer è il più giovane del lotto e rappresenta ancora una scommessa: utilizzato come esterno nella prima parte di stagione con il contagocce da Inzaghi (per il classe 2001, 4 spezzoni per 60’ totali), è rimasto a lungo ai box per un infortunio negli ultimi due mesi. L’ex Primavera del Milan ha comunque ottima tecnica ed è probabilmente l’unico dei sei che trequartista lo è davvero. Proia ha giocato spesso nel Cittadella come centrale, anche se anche per lui la mezz’ala è il ruolo più naturale e dove ha reso meglio negli utlimi anni.

Tramoni e Léris li abbiamo imparati ad apprezzare come esterni d’attacco, anche se l’ex Cagliari ha giostrato sovente anche da interno e l’ex Samp è partito, nelle prime e nelle ultime gare giocate, a volte anche come mezz’ala nel centrocampo a tre. Su questi sei nomi ruotano le prove tattiche di Corini per quella maglia. Per un centrocampo che, a seconda dell’interprete scelto per la trequarti, potrà essere più solido o più tecnico. La prossima settimana di lavoro chiarirà al tecnico chi e come potrà vincere quel casting. E verrà staccato il biglietto dalla porta.
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