Brescia, scocca l’ora delle scelte ma la panchina è ancora un rebus

Possibile che la montagna partorisca il topolino? Possibile che dopo tutto quanto accaduto la scorsa stagione, visto come è finita la scorsa stagione - disordini post retrocessione compresi -, dopo una miracolosa riammissione (manca solo il timbro dell’ufficialità, ma insomma: dovrebbe accadere il mai visto per rovesciare questa prospettiva) in serie B, possibile che si possa ripartire da quelle ceneri? Che andrebbero spazzate vigorosamente via e non certo nascoste sotto il tappeto.
Tante domande - sempre la stessa anzi da oltre un mese a questa parte - e risposte che sono ancora ben custodite nella mente di un Massimo Cellino che i bene informati descrivono come carico a mille dopo il verdetto del Consiglio federale. E dunque desideroso di rilanciare in qualche modo il Brescia, pur senza fare follie.
Sì, ma come?
E ci risiamo con le domande. Con la domanda anzi. A meno di una settimana - domenica prossima - dal raduno, a pochi giorni dall’inizio delle visite mediche e con un manipolo di giocatori già al lavoro in quanto reduci da infortuni, le modalità della ripartenza sono ancora un mistero. La sensazione: non ci sarà uno tsunami, ma una rivoluzione «gentile» nella rosa compatibilmente con le opportunità di un mercato che si annuncia generalmente a «soldi zero». A ogni modo tutto passa, per cominciare, dalla scelta per la panchina.
In teoria, è tutto molto chiaro: l’allenatore è Daniele Gastaldello. In pratica però dopo l’infernale serata col Cosenza, il tecnico vicentino e Massimo Cellino non si sono più parlati direttamente. Le interazioni del tecnico sono state solamente con il diesse Renzo Castagnini. Solo da quando la serie B è diventata un approdo sicuro nell’orizzonte del Brescia Cellino ha realmente iniziato a mettere la testa sulla prossima stagione e quindi a mettere a fuoco tutti i temi relativi ad un’annata che ambientalmente partirà in ripida salita.
Il presidente ha voluto raccogliere pareri e opinioni di chi gli sta intorno (ha ricevuto consigli univoci per un cambio totale di rotta) e ora è impegnato nelle riflessioni definitive con la conferma (a ora è la prima opzione) o la separazione che saranno l’una o l’altra cosa solo dopo un confronto che Cellino vuole avere con Gastaldello. Diciamo che l’unica vera notizia delle ultime 72 ore sono i primi veri dubbi di Cellino sull’opportunità di continuare sulla stessa strada con una ripartenza, nella migliore delle ipotesi e al di là delle questioni ambientali, tra l’allenatore e un gruppo mentalmente provato e «inquinato» da una scorsa annata che invece occorre togliersi dalla testa quanto prima.

Fatto l’allenatore occorrerà pensare alla squadra e ai tanti giocatori in scadenza nel 2024. Di base l’idea sarà quelle di proporre rinnovi a Bisoli, Cistana (in caso poi di offerte dalla A il Brescia avrebbe così potere contrattuale, B per B Cistana invece rimarrebbe), Mangraviti e Bianchi per cominciare. Verrà lasciato a scadenza Andrenacci, mai amato da Cellino, che non a caso tratta con l’Avellino di Perinetti e non c’è l’interesse a proseguire con Adorni e i vari Niemeijer e Pace. Quanto ad Ayé il suo ciclo appare finito e di fronte all’offerta giusta verrà lasciato andare. Resta congelato Huard per il quale non si parla di rinnovo. Ma intanto: Gastaldello sì o no?
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