Il Brescia rischia la C, Pedrini: «Era tutto previsto da tempo»
«Quella rondine sul petto, io ce l’ho nel cuore, sai». Così canta Omar Pedrini, voce storica del rock italiano e tifoso biancazzurro da sempre. La sua è una passione viscerale per il Brescia, e in questi giorni il dolore sportivo si fa sentire forte: «La sto vivendo molto male – ammette – perché oggi sport e spettacolo sono diventati un tutt’uno: si tratta di un grande show. E da uomo di spettacolo, un finale così drammatico per il nostro Brescia me lo aspettavo. Sembrava scritto da tempo. Da anni chiudiamo i campionati tra sofferenze e incertezze. Forse, col senno di poi, sarebbe stato meglio retrocedere qualche anno fa e ripartire dalla serie C. Quando tocchi il fondo, puoi iniziare a risalire. Noi, invece, abbiamo solo rimandato una condanna già scritta».
L’amarezza
Pedrini non nasconde la sua amarezza anche per le tempistiche del caso, che secondo lui gettano ulteriori ombre sulla regolarità del finale di stagione. «Simpatizzo anche per la Samp, ma dare la possibilità di salvarsi a un club sì prestigioso, ma con un debito da restituire e fuori tempo massimo, mi fa arrabbiare. È strano. Tutto questo poteva venire fuori prima, non a giochi fatti. Penso a chi ha seguito la squadra fino all’ultima giornata: ci sentiamo presi in giro. Ma, lo ripeto, questa storia non nasce oggi. Era tutto già previsto da tempo, purtroppo».
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