Il prossimo 9 marzo saranno passati 36 anni da un Cremonese-Brescia entrato nella storia. E basta un nome per scatenare la fantasia dei tifosi: Renzo Gobbo. Un uomo, un mito per chi ha passato gli «anta» ma anche gli «enta»; una sorta di leggenda per i più giovani che ne hanno sentito parlare dai più grandi. Solo che qui è tutta realtà. In quella domenica nuvolosa del 1986 allo Zini, al minuto 42 del primo tempo, il centrocampista segnò di testa un gol indimenticabile. Un po’ per la bellezza (nonostante l’uscita a vuoto di Rampulla), un po’ perché permise al Brescia di Pasinato di battere la Cremonese e di trovare lo slancio giusto per arrivare poi a fine stagione in serie A.
Gobbo, lei se la ricorda quella rete?
«Ma sta scherzando, e chi la può dimenticare. Il calcio d’angolo di Mariani, la confusione in area, io che colpisco di testa e vedo la palla andare in rete, per la gioia delle migliaia di tifosi biancazzurri arrivati a Cremona. Ma nella mia mente c’è tanto di quella partita, comprese le parate di Aliboni nella ripresa a salvare il risultato».




