Non c’è stato il proverbiale colpo di spugna. Attribuire doti da taumaturgo a Davide Possanzini sarebbe stato un esercizio stolto, scollato dalla realtà di un Brescia che ha difetti e increspature di multiforme natura, e che solo il tempo, il lavoro e l’unità d’intenti potranno erodere, o quantomeno levigare.
È esattamente questa la direzione indicata nel dopo-Modena da «Re David», che come prima mossa ha cercato di toccare le corde dell’emotività dei suoi giocatori, provando a risvegliarne l’orgoglio, sepolto sotto gli strati di confusione e caos accumulati in questi mesi durissimi. Un leggero sussulto, quest’opera di convincimento, l’ha già indotto: sabato il Brescia ha effettuato 17 recuperi da palla persa (entro 5 secondi, o 3 tocchi avversari, come spiega Kama Sport nel fornire questi dati), contro gli appena 6 del Modena.



