Sottotraccia, ma i lavori per il nuovo Brescia sono già iniziati. Che forma prenderà, per quali obiettivi lotterà, è ancora tutto da capire in questa - ancor prima che da calendario inizi - già strana estate. Che, non ce lo scordiamo, sarà caratterizzata anche dagli sviluppi delle vicende giudiziarie che riguardano il presidente Massimo Cellino. Ma, appunto, i lavori per l’allestimento della stagione 2022-2023 sono avviati e prevedono come «capo cantiere» Pep Clotet al quale è ben chiara la prima missione: costruire un’idea di squadra che abbia il proprio perno nei giovani. Puntando, principalmente, a mettere alla prova coloro che del Brescia fanno già parte, ma il cui valore e reali potenzialità, vuoi per scelte tecniche e/o mancanze proprie, per problematiche fisiche o equivoci tattici, non sono ancora ben chiari.
Sull’altra corsia, Matthiew Huard è in rampa di lancio. In ballo c’è anche un rinnovo di contratto con il corso: il che significa mandare un segnale rispetto appunto al fatto di voler puntare su di lui che ha concluso l’ultimo campionato con appena nove presenze. Che tuttavia hanno lasciato intravedere qualcosa: se c’è della sostanza, spetterà a lui dimostrarlo come a Clotet tirarla fuori.
In mezzo

Non è esattamente un oggetto sconosciuto, anzi, il centrocampista olandese Tom Van de Looi che col Brescia si appresta alla propria terza stagione e che in due annate ha collezionato 67 presenze (34+37). Da parte sua le risposte sono state spesso contrastanti sempre su un’altalena di miglioramenti e involuzioni. Ma nonostante l’ampio utilizzo, la sensazione è che manchi ancora la «pistola fumante» per provare che tipo di giocatore sia, ma soprattutto possa diventare il classe ’99 che spesso non è stato messo nemmeno in condizioni tattiche ideali tra tanti allenatori cambiati e, specie quest’anno, gerarchie poco chiare. Diciamo che per lui la prossima stagione sarà quella in qualche modo «definitiva» e se il Brescia davvero ci crede, come ci crede, dovrà fare in modo di costruire (anche) attorno a lui una squadra funzionale e di criterio.
Davanti, dopo un assaggio di 4 mesi con due gol e due assist decisivi, si aprono prospettive interessanti anche per Flavio Bianchi sul quale né Inzaghi né Corini si sono sentiti di credere come titolare. L’ex Genoa ha anche avuto qualche problemino fisico e certo è evidentemente chiamato a sua volta anche ad alzare il livello a 360° per poter pensare di diventare una pedina strategica. È un giocatore con tanto talento, ma che ha bisogno, come gli altri, di essere accompagnato in un percorso di crescita: a Pep Clotet il compito di prendere tutti per mano e cercare di levare i punti di domanda.
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