Sottotraccia, ma i lavori per il nuovo Brescia sono già iniziati. Che forma prenderà, per quali obiettivi lotterà, è ancora tutto da capire in questa - ancor prima che da calendario inizi - già strana estate. Che, non ce lo scordiamo, sarà caratterizzata anche dagli sviluppi delle vicende giudiziarie che riguardano il presidente Massimo Cellino. Ma, appunto, i lavori per l’allestimento della stagione 2022-2023 sono avviati e prevedono come «capo cantiere» Pep Clotet al quale è ben chiara la prima missione: costruire un’idea di squadra che abbia il proprio perno nei giovani. Puntando, principalmente, a mettere alla prova coloro che del Brescia fanno già parte, ma il cui valore e reali potenzialità, vuoi per scelte tecniche e/o mancanze proprie, per problematiche fisiche o equivoci tattici, non sono ancora ben chiari.
Brescia, la prima missione di Clotet sarà levare i dubbi su molti giocatori
Da Fran Karacic a Tom Van de Looi a Matthiew Huard e gli altri: di che pasata sono fatti? Al catalano il compito di scoprirlo

Giornalista

Pep Clotet - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
E per il club, è arrivata l’ora di cominciare a togliersi dei dubbi. Partendo da dietro, sugli esterni la volontà è quella di affidare delle responsabilità a Fran Karacic a destra e Matthiew Huard a sinistra. Per il primo, croato di 26 anni (che in realtà giovane non lo è troppo), in un campionato e mezzo sono 32 - ma tutte a spizzichi e bocconi - le presenze messe insieme. È affidabile? Non è affidabile? È molto difficile trovare una risposta, proprio perché appunto il suo utilizzo non è stato costante. Nel campionato appena concluso, Inzaghi gli preferiva Mateju. Poi, partito Ales, è arrivato Sabelli.
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