Calcio

Brescia, serve l’affetto del Rigamonti: la salvezza chiama casa

Dopo il blitz di giovedì, il Brescia gioca contro la Juve Stabia per la vittoria interna che manca da 7 mesi
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Rolando Maran con i suoi durante Cittadella-Brescia - Foto Newreporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Rolando Maran con i suoi durante Cittadella-Brescia - Foto Newreporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Certe volte la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei: ma vanno bene anche metro, autobus, bici, scooter. Purché a essere caldo sia un cuore capace di impostare il navigatore su via Novagani calcolando i tempi per arrivarci entro le 15. Ma volendo, ci sta anche di fermarsi qualche metro prima e un paio d’ore prima, alle 13 per ritrovarsi davanti al Bowling Leonessa, attendere il pullman della squadra, e accompagnarlo, insieme agli ultras, sull’uscio dello stadio di casa.

Esserci

Insomma, la si giri come si vuole, si scelga la formula che si preferisce: ma bisogna esserci. Al fianco del Brescia al quale poi, naturalmente, è richiesto il grosso del lavoro. Alla fine - così suggerisce la panoramica delle prevendite - ci saranno certamente i soliti noti: ma ci piace pensare che il blitz di Cittadella abbia scaldato qualcuno in più. Va beh: chi vorrà esserci, ci sarà. E chi al Rigamonti arriverà, lo farà certamente con l’animo predisposto a dare una mano grande. Come in particolare è accaduto proprio giovedì al «Tombolato» da dove è realmente partita la missione salvezza. Meno tre giornate dal termine della regular season e tutto, nel bene come nel male, può ancora essere in questo girone infernale che è il campionato di serie B. In 6 punti ci sono 9 squadre e una grande quantità di scontri diretti.

Cosa serve

E 6 punti sono anche quelli che servono per poter pensare di dormire la notte. È il campo a dominare la scena e le formule dubitative sono abolite: oggi bisogna vincere. Bisogna farlo dopo 7 mesi –  e 13 gare di fila – senza vittoria tra le mura amiche.

I calcoli non possono essere contemplati: ogni turno in serie B può portare con sé risultati spiazzanti in grado di far saltare il banco, esattamente come è accaduto l’1 maggio con i successi non pronosticabili del Südtirol e di una Reggiana per la quale il rinvio della partita con il Brescia di Pasquetta ha rappresentato il classico bivio imboccato nel ramo giusto. Solo Brescia.

L’avversaria

Ma c’è anche un’avversaria. E che avversaria: la Juve Stabia che da neo promossa si è trasformata nell’immancabile mina vagante. Una rosa, quella dei campani, che a nomi sarebbe un «niente di che». Ma cosa ripetiamo sempre? Che in un torneo dai valori livellatissimi e tendenzialmente bassi, a fare la differenza (oltre alla forza del gruppo – quello dei campani è stato reso granitico anche dalla guida sanguigna di Guido Pagliuca) sono la continuità, la coerenza e la stabilità attorno alla squadra: tutti ingredienti che qui hanno fatto la differenza in negativo intaccando il rendimento. La cosa incredibile è che le mine siano costantemente disseminate dall’interno.

Ma passiamo oltre, facendo comunque un passo indietro e tornando di nuovo a giovedì quando all’appello della partita senza ritorno hanno risposto sia la squadra che Rolando Maran. Anzi: la squadra e Maran hanno risposto insieme. E l’atteggiamento nel dopo gol di Gennaro Borrelli – che si è voltato subito verso la panchina «puntando» direttamente il tecnico per andare a esultare – è stato il gesto più potente per un allenatore nei confronti dei quali critiche, che si è meritato, e mancanze di rispetto – totalmente immeritate – si erano confuse.

Focus

Vale a ogni modo ciò che il gruppo squadra ha trasmesso: l’immagine restituita è stata quella di uno spogliatoio che sa quel che vuole e anche come lo vuole. Cioè credendoci a ogni costo, non mollando un centimetro, arrivando sempre primo sulla palla, vincendo ogni duello.

La Juve Stabia non è il Cittadella e quella campana è una squadra che può ancora permettersi, anche se è difficile, di insidiare il quarto posto, ma di per sé già felice con un quinto posto al quale manca solo un goccio di cemento per renderlo certo. Ma ecco: pensare oggi a un’avversaria che arriva in gita, che guaio sarebbe? Incalcolabile. Le fatiche di giovedì si faranno sentire: ma in certi momenti, si sta in piedi con l’adrenalina. La salvezza, chiama casa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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