Brescia, il colpo è duro e il nodo Marroccu ora è ago della bilancia

Il colpo è stato duro, la botta è stata forte e il sentimento prevalente e generalizzato in casa Brescia è quello di un senso di svuotamento. Poca o tanta, fino all’ultimo una speranza è stata coltivata ma vuoi un dettaglio, vuoi una sfumatura, vuoi gli infortuni, vuoi scelte tattiche da punto di domanda, vuoi le mancanze mentali a Monza è arrivato il capolinea. E adesso, verso quale destinazione parte il Brescia? Bella domanda. Anche perché in qualche modo l’ago della bilancia del futuro, per Massimo Cellino, ha un nome e un cognome: Francesco Marroccu.
Il quale però la sua idea di futuro ce l’ha già e non corrisponde più con quello del Brescia: lui si vede - e virtualmente già è a Verona -. Non c’è un ostacolo economico, né burocratico: come abbiamo svelato, il contratto che lega il direttore sportivo uscente al Brescia andrà a scadenza al 30 giugno. I contatti tra Marroccu e l’Hellas erano un segreto di Pulcinella già da settimane, ma a quanto pare, a differenza da quanto tutti eravamo stati portati a ricostruire date le mancate reazioni, la volontà di addio del dirigente è stata presa bene come una doccia gelata da parte di Cellino.
I due ieri si sono parlati e, appunto, Marroccu ha comunicato di aver scelto la strada della separazione. Ma il presidente del Brescia avrebbe (ha) reagito molto male. «Marroccu ha dimostrato di saper lavorare senza di me, ma io non so lavorare senza di lui» aveva d’altronde dichiarato Cellino nell’ottobre scorso (ultima uscita pubblica del presidente). E quel pensiero durante i mesi non ha mai cambiato forma: l’idea di una nuova separazione, destabilizza Cellino in un momento in cui oltretutto la personale vicenda giudiziaria pende come una spada di Damocle sulla sua testa.
I fatti
Il ritorno a casa è stato molto bello all’inizio, ma poi ci sono stati alcuni passaggi gestionali (dalle vicende di febbraio, alla da sempre spinosa questione Palacio e altro) che hanno alla fine influito sulla scelta finale di Marroccu di separarsi nuovamente da un Cellino al quale lo lega un rapporto che certo trascende dalle normali dinamiche calcistiche. Il ritorno a casa è stato molto bello all’inizio, ma poi ci sono stati alcuni passaggi gestionali (dalle vicende di febbraio, alla da sempre spinosa questione Palacio e altro) che hanno alla fine influito sulla scelta finale di Marroccu di separarsi nuovamente da un Cellino al quale lo lega un rapporto che certo trascende dalle normali dinamiche calcistiche. A Verona attendono Marroccu, anche se ieri sera il presidente Setti ha provato a sfumare: «É un profilo che valutiamo - ha detto - ma non c’è solo lui e in ballo c’è anche un altro nome che per ora non dico». Che sia arrivata l’eco della resistenza di Cellino? Il quale non accetta la possibilità di una ripartenza senza l’unica spalla che abbia realmente un’incidenza: senza Marroccu, Corini non sarebbe mai tornato così come Sabelli.

A prescindere poi che le scelte abbiano pagato o meno, è per dire dell’influenza che il diesse ha e nessun altro può avere. Non sembrano esserci margini per un ripensamento di Marroccu, ma come sempre chi se la sente di escludere qualcosa?
Tempi stretti
Sia come sia, se il dado è davvero tratto,di certo non si può perdere troppo tempo dato che il campionato inizierà il 12 agosto e la stagione inizierà ai primi di luglio. Il nodo diesse (sono circolati i nomi di Paolo Bravo del Südtirol e Oscar Magoni in uscita dalla FeralpiSalò, ma nessuna delle due è una opzione) è dirimente per volgere lo sguardo al futuro e anche per la questione panchina: Corini è tornato sapendo di avere la garanzia di Marroccu. C’è un contratto: ma la sensazione è che tutta questa voglia di ripartire insieme non ci sia da entrambe le parti. Con l’ennesima rivoluzione in vista, con tanti saluti alla programmazione, e un bisogno enorme, ora come ora, di chiarezza per inquadrare le prospettive.
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
E un disimpegno di Cellino? Come sempre in certi momento di vuoto si scatenano le voci più disparate. In senso assoluto - ma casomai in prospettiva e preparandolo magari attraverso una stagione interlocutoria - non è da escludere, ma certo non si può immaginare una «ritirata» dall’oggi al domani. Rumors - che hanno avuto dei riscontri - raccontano che nei mesi scorsi Cellino abbia avuto richieste, accettate, di incontri con soggetti potenzialmente interessati al club: ma non si sono verificate le condizioni per andare oltre per mancancanza di credenziali. C’è un futuro che è già il presente da ripensare. E tocca a Cellino trovare forza e voglia: purché sia presto e chiaro.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
