Non è il male, né la botta, ma il livido. E quello lasciato dalla Spal ha indubbiamente condizionato la prova col Cittadella, da dove il Brescia è infine tornato con un altro male, un’altra botta e, soprattutto, un altro livido. E non esistono pomate o fasciature miracolose in grado di assorbirlo. L’unica cura, in certi casi è la forza di volontà.
Ci sono momenti in cui non ci si possono prendere turni di riposo, in cui non è possibile marcare visita in infermeria, ma al contrario occorre stringere i denti e giocare sul dolore. Superando prima di tutto uno scoglio psicologico: quel momento, per il Brescia è questo. Se il contraccolpo del gol di Latte Lath era stato tanto forte, come si può pensare ora che non lo sia altrettanto - se non di più - il sinistro nell’angolino di Cassandro?




