Brescia, contro lo Spezia serata sul campo amico per allungare la buona scia
«Siamo come giochiamo, giochiamo come siamo». È il mantra, che trasuda identità, della Real Sociedad. Ma un po’, potrebbe essere del Brescia che di una forte e sempre più marcata identità, sta facendo il suo cavallo di battaglia in un inizio di stagione onestamente al di sopra delle aspettative.
Su la mano di coloro che non avrebbero firmato per vedere incasellati 7 punti dopo tre giornate senza aver dunque ancora conosciuto sconfitta né - ed è la cosa più sorprendente - gol (l’ultima volta con un avvio così, sempre con 7 punti e sempre con 0 gol al passivo risale al 2009-10, anno della promozione...). Il tutto avendo iniziando in corsa e con la squadra allestita in 10 giorni. Bene, quasi benissimo.
Ma non è affatto il caso di cullarsi sugli allori, di ammiccare allo specchio e di scattarsi selfie che non siano funzionali a constatare i progressi dal prima, che risale a tre mesi fa, a un dopo che non è tuttavia compiuto perché il Brescia è ancora, sempre e comunque, una squadra in formazione che ha bisogno di testarsi con esami di tutti i tipi prima di sciogliere qualsiasi tipo di riserve ed eventualmente lasciarsi andare a un qualche tipo di ambizione. Calma, ci vuole calma. E dopo l’esame, superato a pieni voti e persino con un tanto di rammarico, contro il Venezia è il momento di misurarsi con il primo infrasettimanale della stagione dentro la prima settimana condita da tre partite. L’asticella resta dunque molto alta: si misura la condizione, si testa la capacità di tenere alta la concentrazione senza, si misura la sapienza gestionale di Daniele Gastaldello chiamato a valutare le forze senza andare a discapito del rendimento.
Trappolone
Il tutto mettendosi alla prova con un classico trappolone che è ciò che rappresenta lo Spezia: squadra in crisi sia di risultati che di anima con il tecnico Massimiliano Alvini (in estate sondato anche dal Brescia) in bilico, con la dirigenza nel mirino della contestazione e con alcuni giocatori al centro di critiche feroci. Però, lo Spezia è lo Spezia: uno squadrone senza se e senza, ma che se il Brescia è tra le prime sorprese d’inizio stagione, i liguri sono al primo posto per flop. Appunto però: sono uno squadrone che evidentemente non ha ancora espulso le scorie della retrocessione dalla serie A.
L’allenatore se la rischia forte questa sera e sta al Brescia trovare il modo di provare ad approfittare del clima di tempesta. Peccato non essere arrivati al completo nella gestione di questa settimana con ancora troppi (Van de Looi, Bertagnoli, Huard, Yallow) ai box (prezioso tuttavia il recupero in extremis di Adorni) e con alcuni ancora alla ricerca della condizione migliore anche per fare decollare di più e meglio un 3-4-1-2 decisamente interessante e che fin qui sta avendo nella fase difensiva il suo gran punto di forza: colpisce quanto poco sia stato concesso al Venezia.
In campo
Qualcosina per gestire le risorse anche in vista del primo appuntamento in casa col pubblico (sabato contro l’Ascoli) comunque c’è e si può fare: vedremo se Gastaldello sceglierà di dosare già da stasera o se attendere sabato per mischiare le carte. E a proposito di risorse e di pubblico, non è banale che la sfida delle 20.30 si giochi su un campo amico come quello di Cesena: al «Manuzzi» al di là dei bresciani al seguito, ci sarà man forte da parte dei tifosi della squadra romagnola visto lo storico gemellaggio. Un bel quid in più per provare davvero a rafforzare l’immagine della mina vagante che il Brescia sotto sotto sogna di arrivare a darsi.
Questo è un momento molto caldo e delicato: Bisoli e compagni non sono nelle condizioni di potersi accontentare mai e sono condannati a fornire prove su prove di una effettiva rinascita. Non può essere altrimenti per riuscire a creare una nuova e solida connessione con un ambiente depresso e ancora animato dalla diffidenza: ma anche solo per pensare di poter fare qualcosa di realmente carino in stagione non si può prescindere dallo stringere un nuovo patto e impegnarsi per svelenire. «Siamo come giochiamo, giochiamo come siamo»: in viaggio per allungare la scia.
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