Ba. Come un cognome di persona, nello specifico centrocampista dell’Alessandria. Ma anche come l’espressione che si utilizza per rappresentare incredulità e rammarico insieme. Tutte sensazioni destate da un Brescia-Alessandria che non si sa da che parte prendere: se da una testa con la solita squadra «contorta» nella sua versione casalinga, o da una coda che con i giri del motore finalmente alzati insieme ad intensità e qualità, ha riservato tanto dolce quanto veleno. E una colossale arrabbiatura.
Le polemiche
Ba: come il giocatore che al 95’ e qualche secondo (a tempo scaduto, ma con una aggiunta per recuperare il tempo perso con un’ammonizione) intercetta in piena area un pallone con un braccio volante in attimi che sono di pathos perché il Brescia con l’Alessandria il pari l’aveva acciuffato di gran fatica solo 5’ prima con un destro di Moreo al 90’ preciso. Il sogno di rovesciare in maniera incredibile un’altra partita maledetta nello stadio di casa, era lì. A portata di rigore. Che l’arbitro, da ottima posizione non concede. Tuttavia Paterna si appella al Var, da dove il signor Di Martino gli dà ragione ravvisando sì il tocco di mano, ma ritenuto figlio di un precedente tocco col corpo: che sezionando le immagini potrebbe pure esserci, ma sta di fatto che anche solo per immaginare di vederlo serve quasi il luminol dei Ris.



