Addio al Brescia Bsfc, mentre Cellino promette battaglia sullo stadio

Una notifica a me, una letteraccia – di fuoco – a te e, intanto, parametri per la manifestazione d’interesse deliberati e resi noti. Stadio, stadio, stadio: l’ossessione di Cellino, del Comune e della FeralpiSalò che vuole e deve farsi Brescia. Tutto ruota attorno a Mompiano.
Consiglio Federale, Loggia e Pasini
Innanzitutto lo sfratto va ai tempi supplementari: si compirà domani. Quando il Brescia calcio BSFC nel frattempo non esisterà più. Visto che oggi il Consiglio Federale escluderà il fu club di Massimo Cellino dal calcio professionistico.
È tutto finito, eppure non è tutto finito. Perché ovviamente la scena resta intrisa del veleno di Massimo Cellino e disseminata di trappole: l’imprenditore sardo intende portare il Comune in tribunale ed è determinato a trovare il modo di sbarrare la strada al piano di riassegnazione dello stadio Rigamonti dopo che gli è stata revocata la concessione per l’utilizzo.
Controparti (dalla Loggia a Pasini) impassibili: avanti per la propria strada nella certezza di aver agito correttamente e inopinatamente in punta di diritto e precedenti. Ma è inevitabile che un po’ di agitazione, per quanto la si viva come la tempesta nel bicchier d’acqua, ci sia. Anche perché esiste una variabile nemica: quella del tempo.
Notifiche
Facendo cronaca, ieri alle 17 scadevano i termini per la riconsegna delle chiavi dell’impianto, ma il Comune, anziché intervenire subito «alle brutte» cambiando le serrature dando per scontato che le chiavi di cui sopra non le avrebbe avute indietro, già in mattinata aveva scelto la via della notifica di un secondo e ultimo avviso. Davanti ai cancelli della tribuna una decina di minuti prima dell’ora «X» erano arrivati quattro rappresentanti del Comune: Giorgio Paolini, dirigente responsabile del settore Diritto allo studio, rapporti con l’università, sport, politiche giovanili e pari opportunità, il funzionario comunale Fabio Gigola, l’ingegnera Silvia Foini e l’avvocata civica Francesca Moniga. Quest’ultima, dopo 25’ di inutile attesa di emissari celliniani, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Vista l’assenza della controparte, torniamo in sede. La riconvocheremo fissando un’altra data». Quella di domani alle 16.

Il vero sfratto
Se il nuovo appuntamento sarà ugualmente disatteso, allora ci sarà l’intervento di un fabbro. Mentre i dirigenti erano fuori dallo stadio, il Brescia si era già fatto vivo con una Pec contenente una diffida a procedere con la revoca – per i legali di Cellino non legittima – lamentando una mancanza di negoziazione in riferimento a migliorie e strutture dello stadio. Il Comune però non ha mai visto fatture che possano aiutare a quantificare ciò che Cellino rivendica: in assenza di documentazione viene fatto notare che negoziare è impossibile. Si resta fiduciosi, ma con la guardia sempre alta. Ed è sempre con la guardia alta che sono stati scritti e poi deliberati dalla Giunta (sempre ieri intorno all’ora di pranzo) i criteri per la nuova concessione dello stadio.
Parametri
Concessione che viene stabilita «in via d’urgenza» e, come previsto, per la durata di un anno. Tra i criteri, è previsto che l’assegnatario del Rigamonti sia una società (in regola con oneri fiscali e contributivi) ammessa a disputare un campionato professionistico. La società dovrà dichiarare la disponibilità a rappresentare la città di Brescia: ciò che la FeralpiSalò ha già fatto. Se la manifestazione di interesse sarà solo una (come la logica suggerisce) si procederà all’assegnazione diretta. Dovranno ora trascorrere 7 giorni, dopodiché, una volta ottenuta la concessione, in zona Cesarini, la FeralpiSalò dovrà inoltrare in Figc (scadenza il 15 luglio) la richiesta di cambio denominazione sociale e la variazione della sede della disputa delle gare interne.
Da capire se, per sentirsi tutelati al 100%, verrà indicato anche un impianto da gioco alternativo. Ma ora come ora, nessuno vuole pensare che un nuovo Brescia da imparare a conoscere e amare a fondo, debba – anche solo per poche partite – giocare via dal Rigamonti. Sarebbe troppo.
Ha collaborato Fabrizio Zanolini
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
