Messico e nuvole, e la faccia... felice e orgogliosa del footgolf azzurro. Si sono conclusi con un risultato mai registrato prima i Mondiali della disciplina, disputati una decina di giorni fa sul verde di Acapulco, in Messico, e che hanno richiamato in America latina oltre cinquanta Paesi.
Applausi
La formazione Senior dell’Italia, per la prima volta nella propria storia, è infatti salita sul terzo gradino del podio, e a tanto così da quest’ultimo, ci è arrivato anche il Team Men, fermatosi un passo sotto.
Se le squadre rappresentanti il nostro Paese sono state capaci di ergersi tanto in alto, molto lo si deve anche ai giocatori bresciani, e ai loro colpi piazzati con precisione, alle loro parabole tratteggiate con piedi educati.
Sono stati ben dieci gli atleti convocati, otto del Brescia Footgolf, ossia Francesco Faini, Ivan Pelati, Alessandro Belleri, Carlo Cedoni, Mattia Damonti, Mauro Dell’Orco, Christian Smussi e Fabio Urbani (che per un guaio fisico non ha poi potuto partecipare) e due, ovvero Ennio Singia e Adrian Manea, del Nelson Team Footgolf Valtrompia.

Oltreoceano
Partiti dalla nostra provincia, hanno attraversato l’oceano per contendere le medaglie a formazioni ben più blasonate e, alla vigilia, accreditate ai posti d’onore, rendendosi protagonisti di percorsi netti, nella fase a gironi, e dimostrando poi tutto il loro valore nella fase a eliminazione diretta. E non sono mancate le soddisfazioni a livello individuale.
Guardando al bronzo messo al collo dai Senior, la cui quota bresciana era composta da Faini, Pelati, Singia e Manea, è stato conquistato dopo un raggruppamento E chiuso a punteggio pieno, grazie alle affermazioni per 4-0 su Cile e Germania e 3-0 sul Giappone. Gli azzurri hanno poi battuto 3-1 la Slovenia agli ottavi e 4-0 l’Uruguay ai quarti. Se, in semifinale, il sogno di giocarsela per il metallo più prezioso è sfumato per mano della Norvegia, il riscatto è arrivato presto.
L’Italia si è guadagnata, infatti, il terzo posto mondiale vincendo per differenza buche contro la Slovacchia, non un’avversaria qualunque, ma la rappresentante di una Federazione di vertice a livello internazionale.
Quasi un colpaccio
Vicinissimo a salire sul terzo gradino del podio è andato anche il Team Men, con Belleri, Cedoni, Damonti e Dell’Orco. Anche in questo caso, si è assistito al dominio nel gruppo C, con i successi per 6-1 sul Giappone, 4-2 sulla Repubblica Ceca e 5-2 sul Brasile. Vittima agli ottavi, per 5-1, è stato il Portogallo, mentre ai quarti è toccato alla Scozia cedere la strada (6-1).
A interrompere la corsa azzurra è stata la Francia (impostasi per 3-2), che poi si è laureata campione, mentre ad avere la meglio, di misura, nello scontro che valeva il bronzo è stata l’Argentina.
A livello individuale, invece, da registrare tra i Senior il sesto posto assoluto di Manea e il nono di Faini, mentre Smussi, ha chiuso nella top 25 della categoria Super Senior. «La vetrina internazionale ha portato l’Italia a essere una delle nazioni di riferimento al mondo per movimento e risultati individuali e di squadra - commentano il percorso i protagonisti -. Siamo davvero molto soddisfatti ed estremamente contenti: quanto fatto è stata un’impresa».



