Basket

Vincere anche col punteggio basso: nuova via per la Germani

Resta la vocazione offensiva, ma anche sotto gli 80 punti c’è modo di festeggiare per la Pallacanestro Brescia
Ndour al tiro contro Cantù - © www.giornaledibrescia.it
Ndour al tiro contro Cantù - © www.giornaledibrescia.it
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Statisticamente parlando, la Germani di quest’anno - quasi uguale a quella vicecampione d’Italia dell’anno scorso - performa meglio della versione 2024-2025 quando gioca gare «a punteggio basso». Per punteggio basso, arbitrariamente, si prendono in esame le partite in cui la Pallacanestro Brescia ha segnato meno di 80 punti.

Visioni

Le variabili sono diverse. Il roster non è identico. Quest’anno, al posto di Chris Dowe, c’è C.J. Massinburg. In panchina, al posto di Peppe Poeta, siede Matteo Cotelli. Soprattutto, sono diversi i campioni. Nell’annata 2024-2025 Brescia ha giocato 42 partite. Trenta di regular season, due di Coppa Italia, dieci di play off (quattro contro Trieste, tre sia con Trapani sia con la Virtus Bologna).

In questa stagione, invece, i biancoblù sono scesi in campo fin qui in diciotto partite ufficiali (quella contro Trapani è stata cancellata dalle statistiche, come se non si fosse mai disputata). La squadra di Cotelli ha disputato due match di Supercoppa e 16 di campionato.

Sulle 42 gare giocate nel 2024-2025 la Germani aveva segnato meno di 80 punti in nove occasioni su 42. Di quelle nove gare ne aveva vinte tre. Percentualmente, era riuscita a ottenere un successo il 33% delle volte. Quest’anno Della Valle e compagni hanno segnato meno di 80 punti in quattro occasioni su diciotto, e hanno vinto in due di queste circostanze. Siamo al 50%.

Detto della differenza di campione, i «freddi numeri» porterebbero a pensare che i biancoblù hanno imparato a dipendere meno dalla prolificità del proprio attacco. A gestire meglio le partite sporche. Vale comunque la pena capire i contesti in cui si muovono i suddetti numeri.

Passato e presente

L’anno scorso Brescia perde in regular season, in casa, con una straripante Trapani, fermandosi a 74 punti segnati. Vince a Trieste una gara stranissima (i giuliani sono decimati e impostano un game-plan giustamente «ostruzionistico») realizzandone solo 69. Poi iniziano le variabili degli scontri con le - sulla carta - «ingiocabili». Ossia Olimpia Milano e Virtus Bologna, che hanno uomini, rotazioni, fisicità e aggresività di livello Eurolega, che si possono permettere staffette su qualsiasi elemento bresciano (e non solo), che giocano - sempre in teoria - una altro campionato e forse un altro sport. In semifinale di Coppa Italia Brescia perde con Milano fermandosi a 69. In campionato, in casa, è ko con 73 punti segnati. È invece una vittoria chiave quella conquistata a Trento col risultato di 78-75.

Tornando alle «ingiocabili», Brescia perde a Bologna segnando 79 punti. Settantanove, invece, bastano per battere Reggio Emilia in casa. Qui serve un salto temporale a gara-2 e alla fatale gara-3 delle finali scudetto contro la Virtus, purtroppo giocate in condizioni ancora più impari per via dell’assenza di Maurice Ndour, elemento fondamentale. In quelle occasioni Brescia si ferma, perdendo, a 65 e 74. Queste partite finiscono nel campione ma, come si diceva, le condizioni erano tali per cui fare molto meglio rasentava l’impossibilità.

Quest’anno, come si diceva, il trend parrebbe diverso. La Germani perde con Milano (ad Assago) la finale di Supercoppa realizzando 76 punti. Ma, ad esempio, alla seconda di campionato batte Trento in casa addormentando la partita (72-63). Della Valle e compagni cadono a Bologna realizzando 76 punti, ma 76 punti bastano per superare Cantù a Desio, due settimane fa, in una «partita bolgia». Statisticamente non è inseribile nel novero dei match da prendere in esame, ma anche la vittoria 83-80 di domenica scorsa su Udine somiglia a quella di Cantù. La tripla finale e decisiva di Della Valle arriva in pratica sulla sirena. Fino a 29’’ dalla fine le due squadre erano sotto gli 80 punti.

La conclusione? Per come è strutturata, Brescia non ha una spiccata vocazione difensiva e, in qualche modo, trae la propria forza dall’attacco, dal quale non potrà mai prescindere. Che stia imparando a vincere in modo diverso è un valore aggiunto. Che - alla luce degli ultimi match - debba ritrovare fluidità nella metà campo degli avversari è altrettanto un dato di fatto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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