Meglio partire dai dati di fatto. La Germani ha vinto le ultime due gare di campionato rischiando (o anche meritando) di perderle. Calcolate tutte le insidie del caso, si trattava di partite abbordabili, contro due neopromosse. A Desio, con Cantù, la Pallacanestro Brescia ha chiuso in svantaggio tutti i quarti escluso l’ultimo, decisivo. Stessa cosa domenica scorsa contro Udine. In entrambi i casi i biancoblù hanno giocato male. Peggio del solito. Ma hanno vinto. Primo dato: vincere le gare in cui ti esprimi «al peggio» è solo una buona cosa. Significa che te la cavi, comunque. Merito anche di coach Cotelli, che ha saputo trovare gli assetti giusti. Merito in entrambi i casi di Della Valle, decisivo in Brianza, semplicemente strepitoso nel finale contro i Friulani.
I fatti
A Desio Brescia era al completo, con giocatori rientranti da infortuni e influenze. Con Udine la Germani era al completo «e basta». In entrambi i casi, però, la squadra era l’ombra di quella che ha compiuto miracoli di fronte a formazioni infinitamente più attrezzate (Olimpia Milano) e molto attrezzate (Tortona e Reyer Venezia, per citarne due).




