Ore calde per la panchina Germani: corsa a due tra Cotelli e Menetti

Giorni di riflessioni e attenzione ai particolari. Un lavoro sottotraccia che continua, ma che non ha ancora prodotto decisioni sul futuro. In particolar modo su quella che sarà la guida tecnica la prossima stagione della Germani Pallacanestro Brescia.
Il quadro
Dopo la rinuncia di Cinzia Zanotti, rimangono due i «profili caldi» per il successore di Giuseppe Poeta, quelli ormai noti che rispondono ai nomi di Matteo Cotelli e Max Menetti. Non si escludono comunque altre valutazioni con la «fumata bianca» che può tranquillamente attendere, ma la strada pare davvero tracciata.
Discorso simile per il mercato giocatori: anche qui massima riservatezza con l’intenzione della proprietà di mettere a segno almeno un paio di colpi «nobili» per rafforzare quello zoccolo duro che tante gioie ha regalato nella scorsa stagione. Un campionato vissuto con grande calore dai tifosi bresciani e non solo.
Il punto di vista di Marino
Ospite fisso al PalaLeonessa è stato Tommaso Marino. Ex giocatore di notevole talento attualmente seguitissimo sui social network. Da ospite a tifoso il passo è stato brevissimo: «La prima volta che sono venuto a Brescia insieme a Bruno Cerella ero lì per Poeta. Mentirei se dicessi il contrario. Volevamo esserci, perché lui è uno della nostra "gang". Nonostante abbia incrociato tante volte Brescia da giocatore, ho iniziato a conoscerla bene da quell’occasione fino ad avere un legame speciale. Questo perché ho trovato un ambiente sano, gente davvero buona, alla mano che ti saluta e ti offre una birra o ti ferma per un semplice selfie. Quando ti accorgi di piacere alle persone ti affezioni ancora di più. Per come sono fatto io tutto questo è molto bello. Sono una persona semplice».
Un rapporto di grande amicizia quello con «coach P»: il suo futuro torna ad essere nel club più titolato d’Italia: «È arrivato il momento di volare per Peppe, se lo merita. A Brescia ha toccato davvero l’apice, adesso va in un club con grandi ambizioni a livello europeo. Dopo un anno di transizione da assistente ad uno dei migliori allenatori di sempre diventerà capo allenatore. Credo abbia fatto la scelta giusta».
Basi solide
Non ci sarà più Poeta ad allenare la Germani la prossima stagione, ma la città non vuole comunque perdere questo legame con Marino che in più di un occasione è stato «abbagliato» dalle giocate dei biancazzurri ad iniziare dal «floater sacro», come l’ha definito lui, di Miro Bilan: «Mamma mia che giocatore Miro. Io sono affezionato a quel tiro perché mi piace un sacco».

Una Brescia che cambia timone ma che ancora una volta, non vuol smettere di stupire: «La mia sensazione è che a Brescia ci sia qualcosa di positivo nell’aria. È un ambiente dove c’è tutto per fare bene, ad iniziare da una società sana, una proprietà solida e capace e un pubblico empatico e sano».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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