Basket

Germani verso la Coppa Italia, Della Valle: «Final Eight imprevedibile»

Marco Mezzapelle
La guardia tra ambizioni, realismo e la voglia di sognare: «Ci arriviamo forti delle nostre certezze, e soprattutto del cammino compiuto fino a oggi»
Amedeo Della Valle - Foto Ceretti/Ciamillo-Castoria © www.giornaledibrescia.it
Amedeo Della Valle - Foto Ceretti/Ciamillo-Castoria © www.giornaledibrescia.it
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Un’occasione che non deve diventare un’ossessione. Il passato non deve essere dimenticato. Anzi, deve servire da motivazione, quella per riprovarci. La Germani è pronta a rivivere un’esperienza che, con il passare delle stagioni, è diventata un appuntamento tradizionale, fisso. La Final Eight di Coppa Italia.

Al timone della Pallacanestro Brescia, negli ultimi cinque anni, si sono avvicendati tre allenatori. La «certezza» dei biancoblù, in campo, rimane il capitano e bandiera Amedeo Della Valle. Partecipazione numero dieci nella competizione tricolore, e anche qui doppia cifra per il Marchesino di Alba.

Nessun pronostico, nessun proclama, ma tante certezze: «Ci apprestiamo a vivere insieme ai nostri tifosi un appuntamento tanto importante quanto difficile – esordisce la guardia di Alba –. Non sono certo io a dirlo per primo. Tutti sanno che la Coppa Italia riserva sempre grandi sorprese. Tuttavia, questo aspetto non dovrà farci dimenticare chi siamo, le nostre certezze e soprattutto il cammino compiuto fino a oggi». Sarà subito sfida a Udine: «Massimo rispetto, l’avventura inizia lì».

Occhi aperti

Affrontati già due volte in stagione, i friulani sono la grande rivelazione del campionato: «È una squadra della quale conosciamo bene la grande pericolosità del roster. Come dicevo, abbiamo grande rispetto per Udine e per tutte le altre squadre. Dovremo cavalcare le nostre certezze, esprimere al meglio la nostra pallacanestro per tutti i quaranta minuti di gioco».

Della Valle ha alzato la Coppa con Brescia da autentico protagonista nel 2023. Ma preferisce il «noi» agli individualismi. «Siamo una squadra fatta di persone e giocatori maturi. Il nostro obiettivo è quello di lasciare un altro segno alla città, ai nostri tifosi, alla proprietà e anche a noi stessi. Per fare sì che questo accada, tutti dobbiamo dare il nostro contributo, esprimendo le proprie qualità e andando oltre. Lo dico orgogliosamente da capitano, un ruolo che ormai sento dentro. In una città che mi fa sentire a mio agio. I miei compagni sono sulla stessa linea. Questo deve essere un ulteriore punto di forza. Dobbiamo provarci insieme, a iniziare dalla prima partita».

Per il capitano della Germani bastano queste poche parole, poche ma profonde, e ricche di ragione, oltre al sentimento. Non servono calcoli, statistiche e pensieri. Sarà semplicemente il campo a dare risposte a un concentrato di dettagli che potranno fare la differenza. Il focus è già lì, in quella Torino che tante gioie ha regalato alla famiglia originaria di Alba. Dagli anni d’oro di papà Carlo in maglia Auxilium al trofeo alzato da Amedeo nel 2023 con il portabagagli del pullman pieno di «award» personali.

«Brescianisimo»

Il Piemonte per Amedeo è casa, affetti personali e grandi amicizie. Le stesse che da un lustro si sono convertite al «brescianismo» e che saranno ancora una volta sugli spalti della Inalpi Arena a tifare insieme all’onda blù (è atteso un esodo da Brescia) la Germani, che vuole stupire ancora. Il sipario è pronto per essere alzato, capitan Adv è un uomo in missione e sa bene dove può arrivare questa squadra. Servirà tutto l’arsenale a disposizione, dal Della Valle in versione «faccia cattiva» fino ad arrivare alla dimensione «computer».

A volte la cosa più scontata che verrebbe da pensare è che Adv sta invecchiando bene in città. La realtà dei fatti è invece diversa. Il quasi trentatreenne, da quando veste la maglia di Brescia, sembra diventato un highlander. Sempre meglio, partita dopo partita, stagione dopo stagione. Se sognare non costa alcunché, che bello sarebbe vederlo con il capello corto e brizzolato alzare ancora un trofeo, indossando la canotta che ormai è la sua seconda pelle.

(L’articolo fa parte di uno speciale sulla Final Eight in edicola con il Giornale di Brescia di martedì 17 febbraio)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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