Germani: un asse di confronto con la Virtus

Abass e Alibegovic potrebbero non restare a Bologna e sarebbero profili valutabili
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

I vertici della Germani e Sergio Scariolo, il giorno di Brescia-Virtus - © www.giornaledibrescia.it
I vertici della Germani e Sergio Scariolo, il giorno di Brescia-Virtus - © www.giornaledibrescia.it

Il primo passo che la Pallacanestro Brescia vuole compiere è quello di capire cosa può restare della passata stagione, in termini di rosa. A inizio settimana dovrebbero sciogliersi, in un modo o nell’altro, i nodi legati ai big: Della Valle, Mitrou-Long, Petrucelli, Gabriel e Cobbins su tutti. Quello che risulterà da questo primo, fondamentale passaggio darà il via all’effetto domino di scelte e incastri relativi alla costruzione del roster 2022-2023. In sottofondo a questo, intanto, si è delineato un asse di confronto e possibile collaborazione tra Germani e Virtus Bologna.

Due squadre per altro allenate da coach che si stimano, e che in questa stagione - su piani differenti - hanno già raccolto grandi soddisfazioni. Scariolo, alla guida della Segafredo, ha alzato l’Eurocup, ha portato le V Nere in Eurolega e sta per giocarsi la serie finale per lo scudetto con l’Olimpia Milano (il via è mercoledì). Al netto del passaggio a vuoto in Coppa Italia, la stagione del maestro bresciano è stata clamorosa. Magro, dal canto proprio, ha guidato la Germani nella regular season migliore di sempre, e ha contestualmente vinto il premio di miglior coach dell’anno.

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In casa Virtus è verosimile immaginare che nessun giocatore voglia andarsene, dopo quest’annata già trionfale e in vista della prossima, in cui il club ha già affermato di voler disputare un’Eurolega di vertice. Ma è anche vero che Bologna cambierà qualcosa, probabilmente anche sul versante italiani. Tra i giocatori che potrebbero non restare c’è Awudu Abass, già super protagonista a Brescia, e sfortunatissimo quest’anno (lesione al crociato alla prima di campionato). Un atleta diversissimo da Petrucelli, col quale non si incastrerebbe.

Ma, in caso di rivoluzioni legate proprio allo spot di ala piccola, il profilo di «Abi» sarebbe interessante e valutabile. Come quello di Amar Alibegovic, che in stagione è stato comprimario, e che gioca in un ruolo che - versante italiani- lo scorso anno a Brescia ha ricoperto un non convincente Eboua. Chiaro che si tratti di due giocatori di profilo alto (e quello di Nico Mannion, altro italiano il cui futuro è incerto, lo è ancora di più...). Ma la Germani, la prossima stagione, sa di dover - e voler - far bene.

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