Germani, con Tortona una sconfitta «diversa»

Domenica, al PalaLeonessa, contro Tortona, per la Germani è arrivata una sconfitta diversa dalle altre. È la quarta del campionato su sedici gare giocate, il che significa che la Pallacanestro Brescia ha vinto il 75% dei match fin qui disputati. È la prima giunta dopo un supplementare. Di più, quello dell’altroieri è il primo overtime dell’anno.
Gli altri ko, come si diceva, erano stati differenti. A Milano, contro l’Olimpia, i biancoblù avevano giocato una gara molto solida, restando in partita fino alla fine. Trapani, al PalaLeonessa, aveva schiacciato Brescia nel primo quarto, e poi aveva ben gestito il resto della gara. A Treviso, diverso tempo dopo, la Germani aveva pagato un inizio incerto, aveva rimontato, ma nel finale il colpaccio non era riuscito.
Contro Tortona, domenica, Brescia ha invece condotto per la stragrande maggioranza dell’incontro. Nonostante un giocatore chiave come Ndour fosse a mezzo servizio. Nonostante le fatiche transatlantiche di Burnell. Nonostante Bilan – elemento cardine del gioco offensivo della squadra di Poeta – stia vivendo una fase di flessione abbastanza evidente. Poi, sostanzialmente nell’ultimo quarto, ecco il rientro progressivo della Bertram. Il rocambolesco finale, col fallo non commesso nell’azione della tripla del pari di Gorham, peraltro viziata da una giocata di Candi, il quale pareva proprio aver pestato la linea laterale. Infine, l’overtime dal quale Brescia è «sparita» nel momento in cui ha perso Ivanovic, autore del proprio quinto fallo.
L’andata
Anche a Casale Monferrato, lo scorso 17 novembre, il finale era stato abbastanza «tirato». Ma in quell’occasione ad averne di più era stata la Germani. Era parsa nitida la differenza tra una squadra fresca, con gerarchie chiarissime e punti di riferimento in campo solidissimi – Brescia, appunto – e un’avversaria lunga, magari un po’ affaticata dal doppio impegno campionato-Champions League, un po’ confusa e senza la giusta lucidità in fatto di scelte circa gli uomini dai quali «andare». E in questo caso si parla della Bertram, che aveva ruotato 11 giocatori contro i 9 della Germani (dei quali uno, Mobio, era stato in campo solo 6 minuti).
L’altroieri De Raffaele ha messo in campo 12 uomini. Poeta, come detto, aveva una rosa con dei problemi. La caviglia non ancora al top di Ndour (buona gara, ma con un minutaggio saggiamente ridotto). Burnell strapazzato (ma come sempre gladiatorio). Bilan appannato. In questo caso, gli ospiti hanno sfruttato al meglio la loro lunghezza. Vital esce per falli? Al netto del solito Kuhse e di Gorham, ecco i canestri di Baldasso e di un Candi «dimenticato» in panchina per tutto il primo tempo.
Riflessione
L’abbondanza, stavolta ha pagato. Il roster «compatto» di Brescia, fin qui, è stato uno dei punti di forza assoluti della squadra, e lo sarà ancora. Si tornino a leggere le ragioni della vittoria a Casale Monferrato: gerarchie, lucidità... In certe occasioni, se per qualche ragione la squadra non sta benissimo, il punto di forza può però diventare anche un elemento frenante. Un esempio? Il cambio naturale di un Bilan in flessione è l’acciaccato Ndour...
Allarme? Per nulla. Va ripetuto: nonostante tutto, la Germani stava vincendo. Spunto di riflessione? Sì. Perché il girone di ritorno è in salita e partite di questo tipo potranno ripresentarsi. E allora anche questa sconfitta «diversa» andrà a costruire un vissuto collettivo del quale fare tesoro. Oltre il dispiacere passeggero per lo stop, forse nemmeno tanto meritato.
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