Germani, il messaggio di Boni a Della Valle: «Amedeo, mi hai fatto godere»

Da ex bomber a bomber, il messaggio mandato dopo la sirena della partita vinta domenica dalla Germani all’Allianz Cloud contro l’Olimpia Milano: «Caro Amedeo, mi hai fatto godere».
Il riferimento è chiaramente alla prestazione di Della Valle (il destinatario), di altissimo livello per tutta la gara e semplicemente favolosa nel finale, specie per via di quelle due triple – l’ultima da distanza siderale – che hanno indirizzato il match. Detto del ricevente, il mittente è Mario Boni, 62 anni, ex guardia-ala di Codogno (Lodi), realizzatore puro nell’arco di una carriera lunghissima, iniziata nei primi Anni 80 e finita ufficialmente nel 2020. Tutta vissuta, in varie categorie, per il canestro. È il primo e unico giocatore nella storia della Fip ad aver raggiunto quota 20mila punti in carriera. Oggi è anche vicepresidente della Giba (Giocatori italiani basket associati).
Le parole
Boni, che partita ha giocato Della Valle a Milano?
«Ha mandato a pescare la difesa dell’Olimpia. Mi ha fatto godere e gliel’ho scritto subito, dopo la sirena. Conosco suo padre Carlo, ho visto crescere Amedeo...».
Ad aprile, per Adv, saranno 33 anni. È nel pieno della sua maturità?
«È la guardia più decisiva del campionato. E non lo dico solo alla luce della partita di domenica. Costringe gli avversari al raddoppio, e se non segna passa il pallone al giocatore giusto al momento giusto. Ha imparato a essere un attaccante tout-court, un giocatore sempre più completo».
Anche dall’alto qi cestistico...
«Guardate come difende. Chiaro, non è il suo forte. Ma ha imparato a rendersi molto utile. A Milano passava sotto i blocchi. Sa leggere il momento e l’avversario. Non lo vedrai mai correre per 40 minuti a pressare la palla, ma è normale che sia così, e nemmeno servirebbe».
È vero che il movimento fatica sempre di più a produrre talenti così?
«Metto Amedeo Della Valle nella scia dei Riva, dei Myers, dei Pozzecco, Esposito, Gentile e... Boni. Giocatori per i quali si pagava il biglietto. Ma è cambiata la mentalità. Io sono convinto che una tripla da nove metri possa essere un buon tiro. Ormai, purtroppo, il talento puro non viene più esaltato».
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