Germani, Magro: «Sappiamo difendere: e per vincere bisogna prima di tutto saper difendere»

Il tecnico della Pallacanestro Brescia: «Svolto un lavoro incredibile, ora vogliamo proprio meritarci la post season»
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Coach Alessandro Magro
Coach Alessandro Magro

Una alla volta, di partita in partita. A piccoli passi, ma allo stesso tempo procedendo alle grandi falcate nell’ultimo periodo compiute da una squadra che si sta riabituando a vincere spesso, volentieri e soprattutto con continuità. Che anche mentalmente sta trovando quel ritmo che in caso di play off sempre più toccabili con mano, potrà fare la differenza. La Germani è una squadra decisamente in «up». 

Con i suoi difetti: «Giocate 50 partite possiamo dire a questo punto che questa squadra fa fatica o non sa chiudere le partite...», ma soprattutto - ed è quel che più conta ora immersi fino al collo in una fantastica remuntada - con i suoi pregi: «Sappiamo difendere: e per vincere bisogna prima di tutto saper difendere».

E proprio questo è l’orgoglio di coach Alessandro Magro che va legittimamente fiero di come appunto sul piano difensivo i suoi ragazzi abbiano saputo interpretare il piano partita preparato per avere la meglio su Brindisi: «Abbiamo fatto - dice l’allenatore - una lavoro incredibile. Li abbiamo forzati a tenere un ritmo basso e speso anche falli intelligenti. Abbiamo tenuto l’area molto bene a parte in alcuni situazioni su Mezzanotte e Riismaa in cui siamo stati colpevoli».

Brescia che s’è aggrappata alla sua difesa killer, ma anche ai suoi pistoleri scelti come Amedeo Della Valle e Troy Caupain, un tempo per uno da protagonisti: «Riusciamo sempre a trovare più interpreti - dice ancora Magro -. A esempio con Brindisi, Gabriel che pure ha poi gli attributi per prendersi e fare quel tiro decisivo, non era nella sua miglior serata, ma ci sono stati Amedeo e Troy. Uno ha iniziato bene e chiuso con minor energia, l’altro non aveva combinato molto poi è salito in cattedra. Quanto a Caupain - sorride il coach - ogni volta che ha il pallone mi pare di sentire un sottofondo in cui viene scandito un conto alla rovescia per il tempo che ci mette a fare le cose... Ma insomma, si capisce quanto ci sia mancato un giocatore così che tra l’altro ha anche una fisicità molto particolare che gli permette di attaccare il ferro: infatti ha anche trovato un paio di falli così. Ha un tasso di competitività elevatissimo e si può dire che la "X" su questa partita l’abbia messa lui, giocatore che ci offre tante soluzioni e letture».

E sta di fatto che Brescia s’è rimessa il destino in mano: «Non nego che avevamo sperato anche in un diverso risultato di Trento naturalmente, ma adesso andremo a Scafati con la voglia di tornare a godere del nostro Palaleonessa che con Brindisi ci ha offerto un’altra volta una bellissima cornice. Vorrei arrivare ai play off e vorrei lo facessimo con merito vincendo la nostra partita: sarà difficilissimo a Scafati dove chi ha già giocato dovrà essere bravo a far capire cosa significa giocare là. Tra l’altro aver giocato una partita così fisica e intensa come con Brindisi, una partita già da play off, ci potrà aiutare».  

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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