Germani a Cremona: il derby è un esercizio di responsabilità

Quella di oggi (domenica) è una partita particolare per una lunga serie di ragioni. In ordine sparso. È un derby. È un derby contro una squadra, Cremona, che potrebbe non avere un futuro, se il titolo sportivo verrà - come molto lascia pensare - ceduto a Roma. È l’unica trasferta che la Germani affronta senza partire il giorno prima della gara, dato che si tratta di un viaggio di una quarantina di minuti. Si gioca dopo una pausa lunghissima. Siamo al 15 di marzo, l’ultima volta che la Pallacanestro Brescia è scesa in campo risale al 21 febbraio (semifinale di Coppa Italia persa a Torino contro l’Olimpia Milano), in mezzo ci sono stati la pausa per le Nazionali (ha coinvolto tutte le squadre del campionato) e il turno di riposo (ha interessato solo Brescia).
Il match, di fatto, inaugura quella fase di stagione atipica. Siamo nel terzo e ultimo segmento di regular season in un campionato falsato dalla cancellazione di Trapani, che ha tolto alla lotta nei piani alti una squadra mega attrezzata per competere con le più grandi (Virtus Bologna e Olimpia Milano) e che ha ridotto a una le retrocessioni. In aggiunta: la gara del PalaRadi è da molto tempo una specie di «partita in casa», perché dalla terra della Leonessa si muovono tantissimi tifosi che, di norma, a livello di decibel sovrastano il (pur caldo) tifo cremonese. Insomma, quella che la squadra di Cotelli sta per affrontare è una partita atipica, ma non per questo poco pericolosa, in tutti i sensi.
Cremona-Germani, match valido per la ventiduesima di regular season, si gioca oggi al PalaRadi, alle 18. È la penultima partita del turno che si conclude con il big match Virtus Bologna-Olimpia Milano (palla a due alle 20). La radiocronaca diretta è sulle frequenze di Radio Bresciasette. Sul sito del Giornale di Brescia gli aggiornamenti testuali.
Mille temi
Che Brescia si presenterà alla palla a due? La versione in affanno vista nelle sconfitte in campionato con Bologna e (soprattutto) Varese? La versione orgogliosa e potente della Coppa Italia, che ha azzerato Udine ai quarti e spaventato Milano in semifinale? Sarà ancora una Germani senza il regista titolare, Ivanovic. Che, però, dovrebbe tornare domenica prossima, a Trento, per un’altra partita molto importante (e questa, date le premesse, è già una notizia molto buona). Sarà una squadra con Massinburg ancora in quintetto, con la speranza di vedere l’esterno di Dallas nella versione Final Eight. Responsabilizzato, sicuro, carico.
Rischi
Ci sono tanti, tantissimi rischi. Da un lato si guarda con interesse al sopra citato big match delle 20. Meglio che vinca Poeta o meglio che vinca Ivanovic? Dipende davvero dai punti di vista. L’obiettivo della squadra di Cotelli è difendere il secondo posto dagli attacchi che arrivano dalla stessa Olimpia in primis, e poi da Reyer Venezia e Tortona. Tutte squadre già battute. Parliamo di 4/4 in termini di successi: all’andata e al ritorno contro l’Armani, all’andata - in entrambi i casi, in casa - contro orogranata e piemontesi.
Come ben spiegato nel pezzo in pagina, la Vanoli è una mina vagante. È sufficientemente sicura del raggiungimento dell’obiettivo stagionale da poter giocare con una leggerezza che può essere drammaticamente pericolosa. Oppure potrebbe trovarsi a scendere in campo senza un particolare senso di urgenza. Prevedere cosa prevarrà nella testa dei quintetti che Brotto proporrà è un esercizio psicologico che nemmeno vale la pena fare, adesso.
La Germani, dal canto proprio, è chiamata a una prestazione di responsabilità. Se Della Valle e compagni mostrano il volto visto a Torino, tecnicamente, non c’è partita. In caso contrario può accadere di tutto. Resta il fatto che il cammino, fin qui, è stato troppo bello per accontentarsi. Quel secondo posto è un valore da difendere. Con tutte le forze, possibilmente fino alla fine.
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