Basket

Cotelli: «Germani-Virtus big match per un altro pezzetto di storia»

L’allenatore oltre la classifica e le rivincite; Ivanovic non al top, Ndour a riposo per un virus
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Germani, Cotelli: "Con la Virtus big match con tanto orgoglio"
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Come sempre. Come sempre Germani-Virtus Bologna è la partita che, parole del coach della Pallacanestro Brescia Matteo Cotelli, «si presenta da sola». Come, sempre, però, i temi sono in realtà tantissimi, come le variabili di questo specifico incrocio. A partire dalle assenze.

I biancoblù, che domenica scorsa hanno vinto a Milano contro l’Olimpia nonostante l’assenza di Ivanovic, dopodomani, lunedì, al PalaLeonessa (palla a due alle 20), sperano di essere al completo. Il problema è che il playmaker montenegrino «non si è allenato con la squadra per tutta la settimana - afferma il trentottenne bresciano -. Mi auguro che in queste ore, progressivamente, possa svolgere del lavoro più completo e che possa essere in campo lunedì».

Il problema è sempre quello: la botta rimediata alla spalla nella vittoria su Udine ha generato un intorpidimento nella zona spalla-collo di «Johnny», che all’Allianz Cloud era in panchina a onor di firma, ha effettuato un riscaldamento tutto sommato a ritmo discreto, ma non è stato affatto rischiato. C’è un problema aggiuntivo, che Cotelli riassume in due parole forti, ma con il sorriso sulle labbra e la premessa che non vuole mettere le mani avanti: «via Crucis». Perché, giusto ieri, Mobio ha subito una piccola distorsione alla caviglia, mentre Ndour «ha saltato due allenamenti per via di un attacco virale». La stessa Bologna dovrà fare certamente a meno di Pajola, leader difensivo e carismatico della squadra, nonché capitano. E - più in generale - non è chiaro in che assetto si presenterà a Brescia, dopo il doppio impegno di Eurolega.

Queste sono le incognite. I temi aggiuntivi vengono snocciolati nella conferenza stampa del venerdì nella sede sanzenese del club, alla quale è presente anche Matteo De Maio, in rappresentanza di Btl - Banca del territorio lombardo, storico sponsor del club e pure del match di dopodomani. Ad esempio c’è «Il PalaLeonessa che è ancora imbattuto - prosegue l’allenatore -. Giochiamo un’altra partita contro una squadra fortissima e di livello internazionale. Il palazzetto (sostanzialmente sold-out, ndr) avrà un grande ruolo. Il pubblico ci sostiene sempre, ma stavolta raddoppio la forza del mio appello. Proviamo a scrivere tutti insieme un’altra grande pagina nella storia della nostra squadra».

Centrale

Il tema della «pagina di storia» da provare a scrivere è ricorrente nei ragionamenti del coach della Pallacanestro Brescia. Viene quasi prima della questione classifica. Brescia è prima a 30 punti, Bologna seconda a -2. Un successo varrebbe un +4 che aprirebbe scenari molto interessanti e francamente inediti nella - appunto - storia di questo sport nella nostra città. Altra considerazione rivoluzionaria: giocando in casa ed eventualmente a organico pieno, contro una Virtus senza Pajola e drenata dall’Eurolega, i biancoblù rischierebbero di essere «quasi favoriti», di un 1%, sulla carta. Una mezza eresia, dato il divario di storia e forze economiche tra le due società.

«Ribalto la prospettiva - ragiona l’allenatore -. Il fatto che ci troviamo ad affrontare questa partita in questa situazione è ulteriore prova della straordinarietà di quanto fatto fin qui».

Che la Germani che sfiderà la Virtus sia praticamente uguale a quella che ha perso la finale scudetto lo scorso anno «non è un elemento sul quale faccio eccessiva leva. Le motivazioni non mancano. Quella di scrivere la famosa pagina di storia è la principale».

Versante tattico

Bologna rischia di presentarsi a Brescia in assetti tanto emergenziali quanto pericolosi? «Stiamo provando diversi piani partita - risponde Cotelli -. Se si presenteranno "piccoli" dovremo sfruttare la stazza di alcuni dei nostri giocatori. Soprattutto se correranno dovremo evitare errori o esitazioni in fase di costruzione. Dovremo prendere e segnare i tiri ben costruiti. In difesa, siamo chiamati a giocare duro, se serve, e a spendere falli».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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