Cotelli: «Tifo Germani, arrivare ad allenarla per me è un sogno»
«È veramente un sogno: Brescia è la squadra della mia città, quella per cui faccio il tifo e sono davvero onorato di poterla allenare». Sono queste le prime parole ufficiali da capo allenatore della Germani per un visibilmente emozionato Matteo Cotelli. «20 anni fa quando ho cominciato questo percorso il sogno era diventare un allenatore di alto livello, ma mai avrei pensato di arrivare a farlo in serie A e perdipiù a Brescia. Sono in questo club da 15 anni, questi colori sono nella mia testa e nel mio cuore, fanno parte di me».
Le tappe
Ed è proprio in biancoblù che il 38enne ha fatto tutta la gavetta cestistica che lo ha portato ad essere l’allenatore più giovane del prossimo campionato di serie A: «Mi sento pronto, ho maturato esperienza con allenatori importanti a partire da Andrea Diana con cui ho cominciato; Vincenzo Esposito ha significato tanto per me e con lui ho avuto anche il mio primo scatto di ruolo. I 3 anni con Alessandro Magro hanno completato al meglio la mia formazione e poi l’ultima stagione con Poeta mi ha insegnato molto su come gestire ambiente e gruppo squadra».
Il gruppo
Una squadra, tra l’altro, identica per nove decimi rispetto a quella che ha conteso lo scudetto alla Virtus Bologna e che quindi porta con sé dei vantaggi: «Un gruppo di giocatori esperti e di persone di valore: sono sicuro che non avrò problemi – ha sottolineato il tecnico bresciano –. Sicuramente ci aiuterà la conoscenza reciproca, ma dobbiamo stare attenti: può essere un arma a doppio taglio».
Pressione
La conferma sostanzialmente in toto del roster protagonista della miglior stagione della storia bresciana porta con sé anche una naturale pressione: «C’è e la sento – ha subito ammesso – ma come dicono i grandi è un privilegio averla. La stagione passata è stata incredibile, ma l’obiettivo è continuare a far innamorare la gente di questo sport, far vivere alla città questo tipo di emozioni. Questa sì è una pressione che sento, più di quella del risultato». A dargli una mano però ci sarà l’amico e collega di sempre Giampaolo Alberti oltre alla Pallacanestro Brescia: «Gibo sarà il mio braccio destro perché abbiamo un grande rapporto costruito in questi anni e mi fido ciecamente. Poi ci sarà David Moss e stiamo cercando una terza figura da inserire nel nostro staff tecnico».
Il ritorno

A proposito di inserimenti il nuovo allenatore della Germani ha commentato anche il ritorno di CJ Massinburg: «Sono molto contento, è prima di tutto una grande persona che è stata molto apprezzata nei due anni passati qui a Brescia. Come giocatore lo conoscete bene e penso si possa incastrare alla perfezione con la squadra che abbiamo: sono contento che Mauro Ferrari lo abbia convinto a tornare».
La trattativa
Presente alla conferenza di presentazione anche lo stesso Ferrari che ha spiegato con una battuta il ritorno dell’esterno americano: «Una trattativa che si è chiusa rapidamente quando abbiamo capito che CJ voleva lasciare la Turchia; io da tifoso sono contento, Matteo da allenatore anche; ecco, io da imprenditore un po’ meno, ma era un operazione da fare». Ferrari ha poi raccontato anche i retroscena che hanno portato alla scelta definitiva di Cotelli: «Ci siamo visti la sera, gli ho detto che avrebbe allenato lui, ma ci siamo lasciati senza firmare nulla. All’1.05 ho ricevuto una mail di Cotelli da libro cuore a cui ho subito risposto, ma poi la mattina dopo ne ho inviata un’altra dove gli dicevo di dimenticare tutto quello che gli avevo scritto e di rispondere a 8/9 domande. Lui in 2 ore mi ha risposto, anche ad alcune scomode, e poi ho anche sottoposto le risposte a 2/3 conoscitori di basket internazionale. Da quelle risposte ho capito che era davvero arrivato il suo momento».

Orgoglio
Un orgoglio anche per la presidentessa Graziella Bragaglio che ne ha seguito e accompagnato la parabola sin dall’inizio: «È una grande gioia per me vedere un ragazzo cresciuto con noi e che ha fatto la storia della nostra società diventare capo allenatore; anche la sua caparbietà è stata premiata ed è bello che sia successo proprio qui a Brescia». Cotelli ha avuto infine la possibilità di salutare Maurice Ndour, a sorpresa in collegamento video con Ferrari e il lungo senegalese dall’alto della sua sapienza cestistica lo anche «benedetto»: «Welcome coach».
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