Coppa Italia, Germani-Udine: un quarto imprevedibile e pericoloso

Si potrebbe pensare che, in questo momento, il principale problema della Germani è la Germani stessa. Non perché non sia forte o ben allenata. Tutto il contrario. Ma perché l’assenza di Ivanovic e gli acciacchi che troppi giocatori si stanno portando dietro, sommati, portano dritti alla mente la Pallacanestro Brescia del secondo tempo di Masnago. Squadra sgonfiata, preda della verve e della spensieratezza degli avversari. Vantaggio di 18 punti dilapidato, sconfitta.
In realtà c’è un altro problema grosso, che è l’avversaria di questo esordio nella Final Eight di Coppa Italia, a Torino. Ossia Udine. Perché se si trattasse della squadra incontrata all’andata sarebbe difficile individuare problemi reali. Mentre la versione attuale dell’Apu è tutt’altra cosa. È una squadra che, ad esempio, domenica ha perso di soli 4 punti a Bologna contro la Virtus. C’è molto altro, procediamo con calma.
Germani-Udine, quarto di finale di Coppa Italia, è in programma oggi alle 18 alla Inalpi Arena di Torino. Anticipa l’altro quarto, Olimpia Milano-Trieste, che si giocherà alle 20.45. Le due vincenti si affronteranno sabato, stesso posto, alle 18, per la semifinale. La radiocronaca diretta è sulle frequenze di Radio Bresciasette. Sul sito del Giornale di Brescia gli aggiornamenti testuali.
La partita più dura
In tempi non sospetti, quando l’infortunio di Ivanovic – ultra-condizionante, perché è un uomo irrinunciabile per leadership e capacità di dettare il ritmo, oltre che di difendere e segnare – non era qualcosa di reale, il coach dei biancoblù Matteo Cotelli aveva descritto il quarto di finale come «la partita più difficile» della Final Eight. Paradosso? Chiaro che un’eventuale semifinale (probabilmente con Milano) o un ultimo atto (Virtus Bologna favorita nel braccio di tabellone con Napoli, Reyer Venezia e Tortona) proporrebbero contenuti tecnico-tattici infinitamente peggiori. Il trentottenne bresciano, però, faceva riferimento al fatto che l’esordio ha sempre un sapore particolare, che giochi in campo neutro, che «senti meno» i canestri, che può accadere di tutto.
Immaginiamoci adesso. Ricordando, tra l’altro, che Ivanovic si è fatto male proprio contro Udine, al PalaLeonessa, subendo un contatto con Da Ros che lo aveva mandato a sbattere contro Mobio e poi a terra. Di quella gara c’è altro da ricordare. La Germani era stata «impacchettata» per bene dai friulani, tanto che il loro coach, Vertemati, si era espresso in modo piuttosto chiaro nel dopogara. Il succo del discorso? Stavolta è vietato criticarci, nessuno – fin qui – è arrivato al PalaLeonessa mettendo così tanto in crisi Brescia. Poi sarebbe arrivata Bologna. Ma in quel momento era vero. I biancoblù si erano salvati alla fine con Della Valle (83-80), al termine di 40 minuti ultra-sofferti. I bianconeri, ovviamente, sono ormai lontani parenti della squadra incontrata il 19 ottobre al PalaCarnera e battuta 81-72 alzando il piede dal pedale verso la fine, grazie a una ripresa di alta qualità. Quella, per l’Apu, era la terza di quelle che sarebbero state quattro sconfitte di fila.
L’arrivo di Christon, vecchia conoscenza bresciana, ha sistemato gli equilibri di una squadra al momento ottava in campionato, che può serenamente pensare – da neopromossa – di giocarsi, con ogni calma, le proprie carte per disputare i play off. La salvezza è di fatto già blindata. La spensieratezza degli avversari, insieme alla qualità che sanno esprimere in campo e al modo in cui sono gestiti da Vertemati, sono elementi incandescenti.
La Germani
E la Germani? La sconfitta sulla sirena di Varese preoccupa meno dell’incognita Ivanovic (quanto starà fuori, chi arriverà a l suo posto e quando?). Potrebbe chiamare nuovamente alla responsabilità un gruppo che ha già dimostrato di averne parecchia. Resta il nodo del ball-handler primario, del regista. Un ruolo che Massinburg ha dimostrato di poter ricoprire con risultati molto diversi (vedasi la gara a due facce di Varese). Si sa che la Coppa Italia riserva sorprese. La partita di oggi è una delle più imprevedibili degli ultimi tempi.
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