Germani, Massinburg al rientro: «Posso ancora essere la scintilla che serve»

CJ Massinburg sta meglio, pensa di poter essere tranquillamente della partita dopodomani, domenica, alle 19, al PalaLeonessa, contro Reggio Emilia. La Reggiana è tra le formazioni più in forma del campionato. Dopo una prima fase di stagione disastrosa, ha rimontato - soprattutto anche grazie ad accorgimenti «pesanti» al roster - fino alla settima piazza. La Pallacanestro Brescia è invece protesa a difesa del secondo posto. Le due squadre sono comunque divise da 14 punti.
La conferma della presenza per la ventiquattresima di campionato, la nona di ritorno, arriva dalla voce dello stesso esterno di Dallas, Texas, che il prossimo 14 aprile compirà 29 anni, e che ieri era ospite della tradizionale puntata del giovedì di Basket Time, su Teletutto.
Enigma
Massinburg non era in campo a Trento (affaticamento al polpaccio) domenica scorsa, per una partita coincisa con una vittoria molto pesante. L’assenza in Trentino è stata l’ennesima. Ogni volta che Massinburg è stato assente nel corso di questa stagione (otto in tutto), la Germani ha vinto.
E c’è quindi un «enigma-CJ». Perché il giocatore, l’unico, aggiunto al roster dello scorso anno, sta facendo così fatica a dare il proprio contributo, nonostante le qualità tecniche, atletiche e umane siano indiscutibili?
Sempre a margine della trasmissione, ecco la domanda cruciale. Facciamo finta di avere una macchina del tempo che riporta il giocatore al maggio del 2024.
Macchina del tempo
Cj ha appena vinto il titolo di miglior sesto uomo con Brescia, che poi uscirà in semifinale scudetto in tre gare contro l’Olimpia Milano. Arriva l’offerta dell’ambiziosa squadra turca Bahçesehir. Lui l’accetta. S’infila in un’annata in cui la formazione di Istanbul va bene, ma per CJ inizia un calvario di infortuni che, in qualche modo, si porta dietro pure nella nuova esperienza bresciana, iniziata con l’annuncio del ritorno dello scorso giugno.
La Germani, nel frattempo, con Poeta (e senza Massinburg), ha vissuto una stagione stellare, coincisa col raggiungimento della finale scudetto. Macchina del tempo, si diceva: rifarebbe tutto? CJ esita un po’, poi risponde: «Sarei restato, per vincere lo scudetto con la Germani». Chissà cosa sarebbe accaduto...
FuocoI temi dei quali discutere con l’esterno sono diversi. Quello centrale è il suo stato fisico e il suo stato di serenità mentale. Perché quest’annata è stata caratterizzata da tanti problemi muscolari, da rientri cauti, da prestazioni sotto tono, da qualche sprazzo del giocatore che aveva dimostrato di saper essere.
«Posso essere il pezzo mancante in questo finale di stagione - afferma lui, sicuro -. In estate aveva parlato con i miei futuri compagni (con alcuni aveva già giocato, ndr) e con coach Cotelli - racconta -. Mi chiedevo in che modo sarei potuto rientrare in questa realtà e mi fu suggerito di essere "la scintilla" dalla panchina. Provo un po’ di frustrazione per non essere riuscito a dimostrarlo del tutto fino a questo momento. So quello che posso ancora dare, e so di poterlo fare».
Alla Germani, che - con grandissimo cuore - inanella vittorie, ultimamente sofferte, servirebbe davvero tanto.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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