Cantù-Germani: nel quarto periodo decide lo special team

Saper vincere anche le brutte partite è una qualità indispensabile per una squadra che vuole stare ai piani alti della classifica e Brescia, sul rovente parquet del PalaDesio in una gara fondamentale per i padroni di casa, ha dimostrato ancora una volta di essere una big di questo campionato.
Non c’era alcun dubbio sul fatto che Cantù si sarebbe presentata in campo con un impeto agonistico dettato dall’urgenza di interrompere una striscia di 8 sconfitte consecutive e di allontanarsi dall’ultimo posto. Per larghi tratti del primo tempo, infatti, la truppa di Matteo Cotelli è stata in balia dell’intensità di Cantù su ambo i lati del campo con i padroni di casa che hanno toccato anche il +12 (41-29). Ancora una volta, però, i biancoblù sono stati in grado di raccogliere tanto nelle pieghe della partita restando così in linea di galleggiamento fino al parziale di 14-0, a cavallo dei quarti centrali, che ha rimesso in carreggiata la truppa di Cotelli.
Quarto periodo
Decisivo l’apporto dello special team schierato in apertura di quarto periodo (Cournooh, Massinburg, Mobio, Burnell e Ndour), che ha ribaltato l’inerzia nella prima parte della frazione consegnando poi la gara da chiudere ai propri pilastri.
Non si sono paventati gli spettri del finale di Sassari con i colpi del ko arrivati dalle mani di Demetre Rivers, che ha piazzato la tripla del definitivo sorpasso, e di Amedeo Della Valle che ha siglato 7 dei suoi 17 punti negli ultimi 2’, superando quota 4.500 punti in serie A. Non basta quindi il furore di una squadra disperata alla ricerca di punti salvezza per fermare la marcia di Brescia che comincia il ritorno con il piede giusto, ben conscia che i valori e il peso delle vittorie nella seconda parte di stagione cambia e non di poco.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
