Germani, Ferrero: «Stiamo dando prova di esperienza e solidità»

Giancarlo Ferrero, 37 anni, alla seconda stagione alla Germani e, probabilmente, all’ultima da giocatore, è l’angelo custode dello spogliatoio della Pallacanestro Brescia. Nonché l’uomo fondamentale negli allenamenti, sebbene poi – in partita – per lui non ci sia minutaggio. Totalmente a proprio agio in questo ruolo e con la gioia di aver vissuto – la passata primavera – una finale scudetto quanto mai inattesa proprio verso il crepuscolo della carriera, il piemontese di Bra è stato ospite ieri negli studi di Teletutto per il consueto appuntamento con Basket Time.
«La parola chiave di questo nostro momento è serenità», afferma, tornando sul successo di domenica scorsa con Trieste, che ha garantito ai biancoblù un’altra settimana in vetta, a pari punti con la Virtus Bologna. «Siamo sereni nel gruppo, ma questo stato si allarga alla società, alla struttura – racconta –. In settimana ci alleniamo con intensità. Quando si tratta di giocare, nessuno entra in campo per rubare un minuto al compagno. Nessuno pensa alla statistica. Guardate Cournooh. Magari a livello realizzativo ha iniziato con qualche difficoltà, ma ogni partita entra in campo e difende come un assassino, spende falli e fa ciò che deve».

La vittoria contro Trieste, per l’ala piccola, «è stata frutto di una grande dimostrazione di solidità e di esperienza. Due qualità molto presenti nella nostra squadra e che si sono viste pure nel successo sull’Olimpia Milano e nella rimonta che ci ha portati a un tiro dalla vittoria contro Trapani».
La trasferta
Dopodomani, domenica, alle 19, alla AlcottArena, Brescia affronta Napoli per un incontro che si preannuncia complicato. «Lo scorso anno, in quel palazzetto, abbiamo perso – ricorda Ferrero –. Mi aspetto una gara molto difficile. Mitrou-Long e Flagg sono giocatori con grande talento e punti nelle mani. Saremo chiamati, ancora, a dimostrare solidità contro una squadra che ama correre».
Oltre la pallacanestro
Da anni il piemontese affianca il lavoro da giocatore professionista all’attività di consulente finanziario. Ha conseguito due lauree, e – tra le varie cose – si occupa degli interessi economici di alcuni compagni ed ex compagni di squadra. «Noi giocatori, tutto sommato, abbiamo tanto tempo libero – afferma –. Quando mi capita di parlare con qualche giovane atleta gli consiglio sempre di appassionarsi a qualcosa, che poi può trasformarsi in una prospettiva quando la carriera volge al termine». Parola dell’angelo dello spogliatoio, dell’elemento molto più prezioso di quanto si creda.
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