«Baggio è l’impossibile che diventa possibile, una nevicata che scende giù da una porta aperta sul cielo». Sono parole di Lucio Dalla che ben esprimono l’essenza di un campione sui campi di calcio, di un uomo che ha trasmesso valori, che ha fatto della semplicità e umiltà, nell’accezione più bella del termine, una scelta di vita. Ha giocato 706 partite segnando 323 gol. È stato l'ultimo attaccante italiano a ricevere il prestigioso Pallone d’Oro, 1993. E per quattro anni ha fatto sognare i tifosi del Brescia: 95 presenze in maglia biancazzurra, 45 gol, tre salvezze in serie A, per un campione che nemmeno il più ottimista dei tifosi avrebbe mai immaginato di vedere con la casacca delle rondinelle.
Oggi per le nuove generazioni che, forse, lo conoscono poco, per tutti coloro che lo hanno amato e apprezzato in campo, per chi vuole entusiasmarsi (perché chi sente emozioni come Baggio può anche sbagliare un calcio di rigore come nel Mondiale del ’94, ma ha un’anima bella, mentre chi non ha anima si perde tutte le emozioni della vita), da mercoledì 26 maggio su Netflix arriva il film «Il Divin Codino» di Letizia Lamartire, con Andrea Arcangeli (nel ruolo di Baggio), Valentina Bellè (la moglie Andreina), Andrea Pennacchi (Florindo, il suo papà) e Martufello nel ruolo di Carlo Mazzone, con il quale all’ombra del Cidneo ha disegnato tre anni indimenticabili, che peraltro sono raccontati anche con dovizia nel prodotto targato Netflix.



