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La routine degli atleti, cosa c’è nel villaggio olimpico di Milano

Mario Nicoliello
Venerdì al Meazza la cerimonia di apertura, dalle prossime ore gli atleti popoleranno le palazzine a Porta Romana
Una delle palazzine del villaggio olimpico - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Una delle palazzine del villaggio olimpico - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Il sogno olimpico, per gli atleti che gareggeranno sul ghiaccio meneghino comincia all’alba, ridestandosi dal sonno in uno dei letti del villaggio olimpico di Porta Romana. Sei palazzine sorte dove un tempo c’erano i binari e dove dopo i Giochi soggiorneranno gli universitari. E dove ieri i giornalisti hanno potuto fare un «viaggio esplorativo».

Cosa c’è

Camere singole o doppie, con letti a una piazza, comodini, armadi (con dentro lo stendino e il panno cattura polvere) e bagno interno, munito stavolta anche di bidet, gradita novità rispetto alle altre edizioni. Il kit di benvenuto prevede lenzuola, asciugamani e prodotti da bagno, ma per chi vuole è possibile personalizzare il materasso: basta scendere giù allo stand del fornitore, l’azienda giapponese Airweave, e farsi prendere le misure tramite scanner.

A colazione, pranzo e cena si va in mensa, in un grande open space con isole tematiche dedicate a primi, secondi, contorni, salumi, formaggi, dolci, frutta, uova, yogurt e rustici. Sono spariti rispetto al passato i corner nazionali, ma è comparso l’angolo vegano. Il menù cambierà ogni giorno: ieri si poteva scegliere tra fettine di bovino, straccetti di fesa, nasello stufato oppure salmone, pesce spada e tomino.

Numeri e possibilità

Il villaggio può accogliere fino a 1.700 persone ed è l’unico tradizionale, visto che a Bormio, Livigno e Anterselva gli atleti vivono in hotel, a Cortina in moduli abitativi temporanei, a Predazzo nella caserma della Guardia di Finanza.

Gli atleti possono allenarsi nella palestra, dove Technogym ha allestito cyclette, tapis roulant e bilancieri, o socializzare negli spazi d’incontro oppure nelle sale gioco con videogames di ogni tipo. Ci sono poi una sala preghiera multiconfessionale, il salone del parrucchiere e un’ampia sala per il relax mentale, dove fare yoga o altre attività per rilassarsi e ritrovare la concentrazione. Non mancano la lavanderia, i corner per stirare e poi anche la stanza medica, con un distaccamento del Niguarda.

In qualsiasi momento della giornata si potranno prelevare le bevande dai distributori automatici, grazie a una chiavetta ricevuta con l’accredito.

Selfie

Al centro del villaggio c’è il simbolo dei Giochi: i cinque cerchi in versione gigantesca per scattare i selfie destinati a diventare uno dei ricordi più belli del tempo trascorso dentro il recinto olimpico. Tranne che ieri mattina e domani pomeriggio, l’area sarà off limits per gli ospiti, i quali potranno solo affacciarsi nella Village Plaza, dove è stato posizionato tra l’altro il murales sulla tregua olimpica.

Dal quarto al settimo piano della Palazzina F sorgono gli ambienti della delegazione italiana, che condivide l’edificio con Australia, Austria e Slovacchia. Gli azzurri presenti saranno 77 tra hockey, pattinaggio velocità e figura, e short track. «Tutti gli italiani che gareggeranno a Milano alloggeranno qui – racconta Enzo Bartolomeo, vice capo missione –, oltre a loro ci saranno altre 55 persone tra tecnici, sanitari e amministrativi».

  • L'accensione del braciere in piazza Vittoria
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • Margherita Porro e Vanessa Ferrari
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • Margherita Porro e Vanessa Ferrari
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • Margherita Porro e Vanessa Ferrari
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • Margherita Porro e Vanessa Ferrari
    L'accensione del braciere in piazza Vittoria - Foto New Reporter Perteghella-Comincini © www.giornaledibrescia.it

In ognuno dei quattro piani ci sono dieci camere singole e altrettante doppie, una stanza per le riunioni e l’ufficio centrale della missione, con tanto di maxischermo per seguire le gare e lavagna col medagliere dei singoli sport. Curiose le due bike room allestite per i pattinatori, i quali si allenano pedalando.

Nella stanza della fisioterapia, il team medico coordinato da Maria Rosaria Squeo si destreggia tra lettini e dispositivi per ecografie, onde d’urto e laser, mentre all’ultimo piano è stata allestita la lounge dell’Italia team: una stanza curata nei dettagli e raffinata negli interni, con divani, poltrone, tavoli e lampade per la lettura, macchina del caffè, paniere con gli snack e un originale, almeno nei colori, calcio balilla.

Sulla parete lunga lo schermo per non perdersi un attimo dei Giochi al via venerdì con la cerimonia d’apertura al Meazza. Gli azzurri entreranno due giorni prima rispetto alla loro prima competizione e rimarranno fino al giorno successivo all’ultima fatica. Poi di questo angolo di Milano in zona Porta Romana rimarrà solo un ricordo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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