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IL PIANO

Assembramenti su bus e metro? A settembre doppia campanella


Sport
19 giu 2020, 16:11
TPL E DOPPIA CAMPANELLA

La deroga al metro di distanza sui bus non scongiura la «doppia campanella» di settembre. Il modello Brescia per evitare assembramenti a inizio e fine scuola e garantire un posto sui mezzi pubblici a tutti gli studenti, passa infatti da uno scaglionamento degli orari di ingresso e uscita di almeno un’ora e mezza, così da consentire alle «corriere» di effettuare un doppio giro.

Una soluzione al centro, negli ultimi giorni, di tre vertici: lunedì l’incontro tra le Agenzie lombarde del Tpl e l’assessore regionale Claudia Maria Terzi che, di fatto, ha rinunciato a un provvedimento regionale tenendo buono il Dcpm dell’11 giugno scorso, che prevede novità sul trasporto pubblico e lascia autonomia decisionale ai territori; martedì il web team in prefettura nel quale vi è stata una sostanziale unanimità sul sistema del doppio turno in entrata e uscita tra tutti i 58 istituti superiori (solo un paio le eccezioni).

Ieri il summit tra Augusta Celada, direttore dell’Ufficio scolastico regionale e le Agenzie del Tpl, per fare il punto in vista di settembre.

L’allegato 15 dell’ultimo Dpcm «consente» la deroga al rispetto della distanza di un metro sui mezzi pubblici, alzando il coefficiente di riempimento al 60%. In realtà dipende molto dal tipo di mezzo. Sulle corriere extraurbane si dovrebbe passare da un massimo di 25 a un massimo di 35-37 passeggeri. Sui bus urbani, vista la loro diversa configurazione, si potrebbe salire fino a 50-55 passeggeri. Bisognerà muoversi con cautela per evitare paure tra i passeggeri e la percezione di sovraffollamento. 

Brescia, da settimane, lavora a un piano, condiviso anche con Bergamo. Dei 60mila studenti bresciani delle superiori, quasi 30mila si recano a scuola in pullman. In queste settimane ogni istituto ha comunicato all’Agenzia il numero dei propri studenti e il paese di provenienza, così da poter organizzare il servizio. L’ipotesi è quella di un doppio ingresso, alle 8 e alle 9.30-10 perché anche utilizzando tutti i mezzi a disposizione non si riesce a garantire un posto a tutti sulle corriere.

Anche perché, ricorda Bragaglio, in Lombardia continua ad esserci il 70% dei casi nazionali di coronavirus e in autunno potrebbe anche arrivare una seconda ondata.

Resta anche da capire se e come tutti gli studenti torneranno in classe o se resterà l’opzione della didattica a distanza. Insomma, scaglionamento sì, ma tutti in classe? Il rebus non è ancora sciolto. La soluzione potrebbe arrivare la prossima settimana.

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