Non sappiamo ancora se sarà l’ultima tappa della sua lunga strada a cinque cerchi, l’unica cosa certa è che da San Colombano di Collio a Pechino, Alberto Ghidoni ha avuto la fortuna di vivere le Olimpiadi sotto tutte le sue forme. Da atleta a Sarajevo 1984 (16° in discesa e uscita in gigante) e da allenatore da Lillehammer 1994 in poi, senza soste, fino a quest’anno: sarà l’ottava volta, forse l’ultima, ancora da responsabile dei velocisti azzurri.
Consapevole
«Ho sessant’anni - dice l’ex carabiniere, che li compirà il 15 aprile - se portiamo a casa una medaglia bene e magari smetto». Non sappiamo cosa sarà se non fosse così, di certo quello che tra Ghidoni e il mondo della neve è nato prestissimo. Da bambino: «Ho iniziato col salto del trampolino, perché da me tutti lo facevano. Poi mi sono messo a fare discesa e ho continuato. Da allenatore all’inizio ci ho provato, poi mi ha appassionato e ho continuato».



