An Brescia: il mancato scudetto una ferita, ma testa già al futuro

Buona parte del gruppo resterà e può, dopo un’annata ottima, fare un ulteriore salto. Il presidente Malchiodi: «Stagione straordinaria e inaspettata»
Francesca Marmaglio
Il giovanissimo portiere Baggi Necchi ha disputato una grande stagione - Foto New Reporter Paletti © www.giornaledibrescia.it
Il giovanissimo portiere Baggi Necchi ha disputato una grande stagione - Foto New Reporter Paletti © www.giornaledibrescia.it

Il giorno dopo è ancora più brutto. Arriva dopo una notte insonne, passata con gli occhi sbarrati e le lacrime che ogni tanto tornano a far capolino. Non c’è rimedio immediato a quel malessere figlio di un sogno sfuggito proprio all’ultimo. Saranno giorni così per l’An Brescia che deve fare i conti con la delusione di aver perso a Mompiano la possibilità di mettere in bacheca il terzo scudetto della sua storia. La sensazione però è che tutto passerà e lascerà spazio all’orgoglio di aver offerto una stagione straordinaria: impensabile ad inizio anno raggiungere la finale con un gruppo così giovane e creato per ritornare ad alto livello in qualche anno.

Futuro

Brescia, invece, ci ha messo solo qualche mese e lo ha fatto grazie al suo allenatore, Sandro Bovo e ad un gruppo di giovani predisposti al sacrificio e al lavoro duro. Le basi ci sono e la prossima stagione comincerà sicuramente con questo vantaggio: la squadra sarà pressoché la stessa, con qualche cambiamento fisiologico e necessario. Ora per la società è il momento di incontrare i giocatori per rinnovare i contratti almeno fino al prossimo anno. Come detto il nucleo del gruppo, salvo imprevisti, resterà composto da capitan Alesiani, Dolce, Gianazza, Giri, Ferrero, Guerrato, Del Basso, Baggi Necchi, Balzarini, Casanova e Massenza. L’anno prossimo non ci sarà più l’americano Irving, che ha indossato la calottina bresciana per due anni, in partenza proprio per Recco. Punto di domanda sul futuro di Gitto e Faraglia.

Gli scatti di An Brescia-Pro Recco
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Gli scatti di An Brescia-Pro Recco

Bilancio

«Abbiamo fatto una stagione straordinaria, inaspettata, siamo partiti con tantissime incognite – dice il presidente Andrea Malchiodi –, motivate dall’innesto di giocatori talentuosi, ma privi di esperienza. Il percorso fatto è stato di continua crescita ed evoluzione, fino all’apoteosi delle ultime fasi. Siamo riusciti a vincere con Trieste, Savona e ben due volte con Recco. Poi è andata così, la poca esperienza nella gestione della pressione ha pesato sulla prestazione». Una stagione comunque da incorniciare: «Un plauso al gruppo, alla società che ha avuto coraggio e a coach Bovo: solo lui poteva realizzare una crescita così. E un ringraziamento al pubblico che ci ha seguito con entusiasmo, malgrado fossimo una scommessa».

L’avversaria

Un’ultima cosa infine, che non toglie importanza né allo scudetto di Recco né alla qualità della stagione dell’An. La rivalità è normale, come gli sfottò dopo una vittoria. Quello che risulta insolito è che una società come Recco – forte giustamente delle sue certezze – non sia riuscita a riconoscere il valore del lavoro svolto e delle prestazioni raggiunte dagli avversari. Anche questa volta l’An è stata messa da molti, nel giudizio finale, alla pari di quella che è una delle squadre più forti d’Europa e da più parti sono arrivare parole di elogio alla squadra come alla società per il lavoro svolto. Recco ha sicuramente dovuto affrontare, soprattutto in estate, una delle stagioni più difficili della sua storia, ma ha potuto contare ancora una volta su un gruppo formato da giocatori che sono fra i più forti in circolazione (e su un tesoretto economico che tutti gli altri tuttora si sognano).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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