L’abbiamo rifatto di nuovo, addirittura a casa loro. Il dolce è tutto nella coda, perché il momento magico dell’Europeo di marca azzurra è l’ultimo atto agonistico, l’arrivo della 4x400 maschile con Lorenzo Benati che precede di tre centesimi Charles Dobson. È sembrato di rivedere in quell’attimo la 4x100 dei Giochi di Tokyo, ma stavolta grazie all’oro del quartetto del miglio l’Italia trionfa nel medagliere con un tris da 10-6-6, mentre i britannici si fermano a 9-8-2. Ventidue medaglie per l’Italia, una in più rispetto ai tedeschi. La truppa tricolore lascia l’Alexander Stadium da dominatrice, ammutolendo il pubblico inglese.
Epilogo
Il successo della 4x400 con Scotti, Sito, Soudassi e Benati è la ciliegina sulla torta di una rassegna continentale fantastica, che dopo le sette medaglie di Ferragosto (nella marcia oro di Stano e Fiorini nella maratona, argento di Fortunato e Mihai e bronzo di Cosi nella mezza maratona; nel triplo oro con 18,15 per Diaz, bronzo per Dallavalle) nella giornata finale ha regalato l’oro di Larissa Iapichino nel lungo per un centimetro, l’argento di Pietro Riva e della squadra femminile nella maratona, e in chiave bresciana la prima medaglia al nostro movimento provinciale, col bronzo della 4x400 femminile azzurra (3’23”57) alle spalle di Paesi Bassi e Gran Bretagna. Alessandra Bonora ce l’ha fatta, dopo una vita da mediano sempre a disposizione del quartetto è riuscita nell’impresa di calpestare un podio internazionale nel giorno in cui è stata schierata nel ruolo che meno le si addiceva, quello dello starter.
Eppure la bresciana col consueto spirito di servizio ha interpretato la parte a meraviglia (52” da ferma), avviando un piccolo capolavoro di gruppo conclusosi nel bronzo. La quattrocentista del quartiere Don Bosco ha regalato una gioia prima di tutto a sé stessa e poi anche a papà Paolo e mamma Rosanna, che l’hanno spesso seguita nelle trasferte.
Crescita
Aveva migliorato il personale correndo la batteria individuale in 51”27, ieri si è ripetuta alla grande avviando un gioco di squadra al quale hanno preso parte, in seconda e terza frazione, due pedine dell’Atletica Brescia 1950, la veronese Anna Polinari e la siciliana Alice Mangione, e in ultima frazione la neoprimatista italiana degli 800 metri Eloisa Coiro. Nord, centro e sud Italia rappresentati in una staffetta che ha unito lo stivale e confermato Brescia sul podio agli Europei per la quarta edizione consecutiva. Anche a Birmingham 2026 come a Berlino 2018 è la staffetta a centrare l’obiettivo, nell’edizione in cui è mancato il contributo di Marcell Jacobs, come a Monaco 2022 e Roma 2024
Per Polinari e Mangione si tratta di un miglioramento di una posizione rispetto a due anni quando furono quarte insieme ad Accame e Trevisan. Nella Capitale Bonora non era nel quartetto titolare, in questi anni la sua crescita è stata esponenziale ed è coincisa con la decisione, nell’ottobre 2024, di trasferirsi da Brescia a Giussano, in Brianza, dove si allena col gruppo Ultra Track and Field, seguita da Alessandro Simonelli e Marco Orsenigo.
Nella squadra azzurra ha trovato anche l’amore, visto che è fidanzata col mezzofondista Jacopo De Marchi. E ieri sera prima di mezzanotte si è finalmente messa al collo quella medaglia che tanto aveva sognato. Un bronzo che vale oro.
L’intervista
di Fabio Tonesi
Quanto vale questa medaglia?
«Significa davvero tantissimo, sono senza parole».
Cosa dire di questa prestazione?
«Possiamo dire che siamo state brave. Siamo andate a prenderci questa medaglia e nessuno ce la toglierà».
Per lei in particolare è un momento storico: dopo tante rassegne internazionali vissute da riserva, cosa prova in questo momento?
«Faccio parte delle staffette da anni, finalmente è arrivato il mio momento. È arrivato il momento di una medaglia».
C’è anche un po’ di rivincita a livello personale?
«No, è solo una grandissima emozione. In Italia siamo forti sui 400, abbiamo dimostrato che valiamo. È solo l’inizio».



