Scaricata l’adrenalina della finalissima di ginnastica artistica, il day after delle campionesse d’Italia della Brixia lascia spazio all’analisi di una gara fra le migliori di sempre, che ha portato alla vittoria dello storico scudetto numero ventidue.
Evoluzione
La fortuna, alla vigilia della final eight, non sembrava sorridere alla squadra bresciana, che aveva perso all’ultimo minuto Martina Maggio a causa di una sublussazione della spalla oltre a Michelle Tapia, sempre per un problema alla spalla. Come ha ricordato però il direttore tecnico Enrico Casella, a premiare la Brixia è stata proprio la profondità della squadra, che nel corso del campionato si è via via ricompattata, recuperando i suoi elementi più preziosi, come Angela Andreoli.
Splendida splendente
La bresciana, ferma per un infortunio da quasi un anno e mezzo, era rientrata solo nell’ultima prova di regular season a Terni, dando un contributo determinante. Sabato a Bergamo, Andreoli ha dimostrato di essere sulla strada giusta per tornare ai vertici, stampando un esercizio in trave da 13.350 e un corpo libero da 12.900.
«È stata una gara davvero bellissima ed emozionante. Per me aveva un significato speciale, perché era soltanto la mia seconda apparizione dopo un lungo stop, quindi tornare a vivere certe emozioni è stato ancora più intenso – ha commentato la campionessa bresciana –. Sono felice della mia prestazione, ma soprattutto del risultato ottenuto insieme alla squadra: abbiamo conquistato lo scudetto numero ventidue, un traguardo importante che ci riempie di orgoglio».

Andreoli ha poi «un ringraziamento speciale per il presidente della squadra, Folco Donati, che ci è sempre stato vicino. Ma un grazie va anche agli allenatori e ai fisioterapisti che ci seguono quotidianamente e all’Esercito, che è sempre presente nel mio percorso sportivo».
Gli Usa come palcoscenico
Se Andreoli è finalmente tornata, Veronica Mandriota si prepara invece a salutare Brescia e la sua Brixia. La pugliese ha infatti deciso di lasciare l’Italia per proseguire la carriera negli Stati Uniti. Proprio negli Usa, precisamente ad Oklahoma City, lo scorso week end la più grande campionessa di sempre dell’artistica italiana, Vanessa Ferrari, è entrata nella International Gymnastics Hall of Fame.
La ginnasta che ha rivoluzionato la ginnastica azzurra, campionessa mondiale all around, medaglia d’argento olimpica, è stata festeggiata da un’altra leggenda, Nadia Comaneci. L’ennesima grande soddisfazione per lei e anche per la Brixia e i suoi allenatori, che hanno cresciuto Vanessa e dietro di lei una serie di campionesse che si rinnova anno dopo anno, come dimostrato anche dalle nuove leve.
Sabato la finale di campionato ha visto brillare i volti noti, come Asia D’Amato (14.250 sugli staggi, 13.600 alla trave, 13.950 al volteggio) ed Elisa Iorio (14.500 alle parallele), accanto alle giovani Alessia Marena, ottima a trave e corpo libero e Sofia Tonelli, autrice di uno splendido volteggio. La strada è tracciata, nel solco delle grandi campionesse: non resta che percorrerla alla ricerca di nuovi traguardi.



