Ogni giorno porta una notizia migliore per Sonny Colbrelli. Che a questo punto ha due desideri: il primo, quello principale, è di tornare presto a casa per poter abbracciare i figli Tomaso e Vittoria. Il secondo, decisamente più a lungo termine, di rimettersi in sella e tornare a tagliare i traguardi.
È passata meno di una settimana dal malore che lo ha colpito lunedì al termine della prima tappa del Giro di Catalogna: da allora il ciclista di Casto è ricoverato all’osepdale di Girona, compiendo però piccoli passi verso quella che potrebbe essere definita «normalità». Ieri era una giornata di quelle particolari, uno snodo per capire qualcosa in più, perché Sonny ha sostenuto l’attesa risonanza cardiaca, ennesimo esame dopo quelli già effettuati nei giorni scorsi, tutti da pollice alto. Così è stato anche per la risonanza, che non ha rilevato problemi pregressi: quindi nessuna anomalia congenita o ereditaria rimasta ignota fino ad ora al cuore. E allo stato delle cose per Colbrelli si tratta di un altro sospiro di sollievo.
Una spalla su cui appoggiarsi, nell’attesa come detto di poter tornare a casa, sul Garda. A quel punto dovrà primo riposarsi, secondo sostenere ulteriori esami. Senza fretta, solo con grande serenità, anche perché dare una risposta a breve su come verrà disegnato il suo futuro appare alquanto difficile. Amico e compagno. Di come sta Sonny Colbrelli, di come lo ha sentito al telefono, ha parlato ieri Matej Mohoric, corridore della Bahrain Victorius proprio come il bresciano e fresco vincitore una settimana fa della Milano-Sanremo. «Ci ho parlato, sta bene ma ci siamo presi un bello spavento. Intorno a lui c’è un team di medici che cercheranno di capire cos’è successo e proveranno a riportarlo in bici. Per fortuna il peggio è passato, non voglio nemmeno pensare a cosa sarebbe potuto succedere».
La corsa
Intanto il Giro della Catalogna, gara che ha visto il «Cobra» comunque protagonista anche a livello sportivo, visto che aveva tagliato il traguardo della prima tappa alle spalle di Matthews, continua. Ieri la quarta tappa, la prima davvero impegnativa, che ha visto il successo di Almeida, primo sul traguardo dopo166,5 chilometri fra La Seu d’Urgell e Boí Taüll, nel cuore dei Pirenei. Il portoghese si è imposto in uno sprint a tre su Nairo Quintana (nuovo leader della classifica generale) e Sergio Higuita. Oggi la La Pobla de Segur-Vilanova i la Geltrú di 206 chilometri.




