Chevrolet. Captiva, potente ma facile

Il Suv del gruppo GM propone novità di sostanza, a cominciare dai motori turbodiesel che ora sono saliti a 2.2 litri ed erogano 163 o 184 Cv. Sicura in ogni condizione, anche sui nevai.

Dall'inviato
Massimo Cortesi
INNSBRUCK
Continua l'offensiva di Chevrolet, decisa a conquistare fette sempre più ampie di mercato nell'anno del suo centenario. Un anno che si annuncia davvero buono, dopo un già eccellente 2010, che ha visto il colosso General Motors chiudere con 8,38 milioni di veicoli prodotti, ben 4,27 dei quali con il marchio Chevrolet. L'offensiva si traduce nel lancio di 7 nuovi modelli nel 2011: il monovolume Orlando, il Suv Captiva, la compatta Aveo, la Cruze 5 porte, la muscolare Camaro, la Corvette Grand Sport Coupé e l'elettrica a lunga autonomia Volt.
L'Orlando ha mostrato tutte le sue buone qualità a Valencia: ora, dopo poche settimane, è Captiva ad affrontare la stampa specializzata, debuttando sulle nevi del comprensorio tirolese di Innsbruck.
La Captiva succede a se stessa con una serie di novità importanti, a cominciare dai propulsori Diesel, che sono saliti di cilindrata, passando da 2.0 litri a 2.2, declinati in due diverse potenze (163 o 184 Cv), confermando al tempo stesso alcuni dei suoi punti di forza, come i 7 posti (5+2), l'ampio spazio di carico che può arrivare addirittura a 1.577 litri e la trazione sulle quattro ruote a gestione elettronica, che non richiede interventi del conducente.
La linea della vettura non si discosta molto da quella, apprezzata, della precedente: la novità più vistosa è nel frontale, caratterizzato ora da una griglia sdoppiata molto ampia; le prese d'aria sulle fiancate sono più disegnate ed evidenti, mentre i cerchi sono cresciuti sino ai 19 pollici, tutti elementi che accentuano la sensazione di possenza del mezzo. Del resto, questo Suv è definito «compatto», ma la lunghezza è comunque di 4,67 metri e la larghezza di 1,86 (con pedana laterale). La sensazione di generosità di Captiva si percepisce in ogni particolare, a cominciare dall'abitacolo assai comodo e di accesso agevole: colpiscono le dimensioni del volante (molto «yankee» nella fruizione: braccia larghe e polsi comodamente poggiati alla corona) e la lunghezza della leva del cambio, dall'escursione piuttosto lunga anche se sempre precisa.
Le finiture confermano la buona qualità, senza trascendere nel lusso, peraltro non certo negli obiettivi di Chevrolet, che fa della ragionevolezza del listino uno dei punti di forza: Captiva è offerta in Italia in tre versioni la LT a trazione anteriore, con motore 2.2 da 163 Cv, la LTZ 4x4 col 2.2 da 184 Cv e cambio manuale a 6 marce e la LTZ 4x4 con lo stesso motore ma con cambio automatico, pure a 6 marce.
Per due giorni abbiamo provato Captiva con il 2.2 da 184 Cv su autostrade e strade di montagna del Tirolo austriaco, sino all'impegnativo Snow Camp allestito ad oltre 2mila metri di quota: la sensazione ricavata è quella di un veicolo decisamente facile all'uso. Neutro nei comportamenti, il veicolo non si corica in curva nonostante l'altezza da terra ed offre immediata percezione di tutto l'ambiente circostante grazie alla posizione di guida sopraelevata ed all'ampia finestratura.
Il motore, forte di una coppia notevole (400 Nm a 2.000 giri), spinge che è una bellezza, senza mai diventare inutilmente rabbioso. In questo ruolo è aiutato egregiamente dal nuovo cambio automatico a 6 marce, che semplifica enormemente la vita al guidatore, garantendogli anche un ineguagliabile comfort complessivo. Buono, come detto, anche il cambio manuale, ma, alla lunga, l'escursione eccessiva della leva è un po' fastidiosa. Provata anche sulle forti pendenze innevate dello Snow Camp, Captiva, equipaggiata con pneumatici invernali e con l'ausilio alle ripartenze in salita, rivela grandi doti di arrampicatrice e discesista, assistita dal controllo elettronico della velocità in discesa. Inavvertibile l'entrata in funzione della trazione sulle quattro ruote.
Nel complesso, un mezzo piacevole, anche come unica auto di famiglia: resta l'incognita sulla cilindrata «over 2.0», da sempre soglia psicologica per gli italiani. Chevy afferma che il nuovo motore offre il miglior compromesso tra potenza, bassi consumi ed emissioni. La prova su strada dà loro ragione: non resta che attendere la risposta del mercato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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