La Brescia Art Marathon vista da dentro: una sfida contro sé stessi

La maratona in città vissuta da un amatore qualunque: la sfida per l’orgoglio, i sogni, i momenti bui e il desiderio di non mollare per prendersi «la» medaglia
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Un momento della maratona - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Un momento della maratona - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

Io lo consiglio a tutti, di correre. Magari non una maratona, perchéquella chiede abnegazione, testa, qualche rinuncia. Ma correre. Non avete idea di quante cose si possano pensare mentre si corre: alle gioie della vita, ai litigi della vita, a quando la squadra del cuore (non) vincerà scudetto o Champions League, a un piatto di spiedo (certe domeniche passare davanti ad oratori e ristoranti è una condanna). Soprattutto, quando si è lì, non si può non pensare che per, un amatore, è una sfida contro se stessi. Con le sue regole. Corsa e cronometro non perdonano, la maratona in tal senso è anche più cinica.

La partenza della Brescia Art Marathon in via san Faustino
Fotogallery
11 foto
La partenza della Brescia Art Marathon in via san Faustino

Era la mia seconda, i rituali non li cambio mai, la prassi la conosco, ma la sera prima mi si rompe la cerniera dei pantaloncini dove devo stivare i gel energetici. Primo segnale negativo, vado avanti. Salgo in metro, le porte si chiudono prima che scendano tutti, devo riprenderla in senso inverso. Secondo segnale negativo, vado avanti. Poco prima di 8.30 sono in griglia di partenza col mio obiettivo. Chi fa le gare, sa che si vive una sensazione strana: si è in gruppo, tra migliaia di persone; ma spesso ci si estranea, per ascoltare il proprio corpo e mettere in atto il piano gara.

Brescia Art Marathon: i runner lungo il percorso
Fotogallery
42 foto
Brescia Art Marathon: i runner lungo il percorso

E 5, 4, 3, 2, 1: boom, partiti. Da via San Faustino ci si muove, litigo con i gel, alla fine decido di tenerli in mano. Mi dico da subito di non farmi prendere la mano, ma le gambe sono leggere e inizio a stare sotto il mio passo. Mi chiedo se è un azzardo e per vedere quanto sono lucido faccio le proiezioni del mio tempo: test di matematica superato, si va avanti. Prima di metà gara mi bagno con la spugna e faccio anche canestro nel cestino, sono vivo. Ripeto la stessa cosa nei due successivi spugnaggi, sono ancora vivo. Ma la maratona non perdona: dal km 30 inizio ad avvertire la crisi, al 32 saluto la mia famiglia e non so se mi vedranno all’arrivo.

Brescia Art Marathon, i corridori in centro città
Fotogallery
31 foto
Brescia Art Marathon, i corridori in centro città

A quel punto è solo una sfida di resistenza, con se stessi:33, 34, 35, 36, 37, 38. Manca poco. Ma la strada dal Museo Mille Miglia risale e le mie gambe sono di marmo. Quando il traguardo s’avvicina, la mente si libera e le gambe paiono leggere. Entro in Piazza Loggia, guardo l’orologio: 3h22’55’’. Un tempo che migliaia, forse milioni di persone fanno al mondo. Ma a destra vedo mia moglie e i miei figli: in quel momento divento Dorando Pietri a Londra 1908 o Stefano Baldini nello stadio Panathinaiko di Atene ai Giochi 2004. È il mio oro, è così per tutti quelli che tagliano quel traguardo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Leadership e strategiaLeadership e strategia

Il libro di Shai Misan, che applica i principi del gioco degli scacchi alla leadership e alla gestione del cambiamento.

SCOPRI DI PIÙ
Aree naturali protette del bresciano - Ambienti e percorsiAree naturali protette del bresciano - Ambienti e percorsi

La seconda guida Grafo è dedicata al Parco Alto Garda Bresciano, ai parchi dell’hinterland e della pianura orientale.

SCOPRI DI PIÙ